Il ministro dell’Istruzione: la scuola è il comparto della nostra società che con più capacità e prontezza ha risposto all’invito alle vaccinazioni. Siamo allo 0,50 per cento di casi e le classi che sono in quarantena sono 10mila su 400 mila, cioè il 2,5 per cento.
“No, non valuteremo domani nella Cabina di regia il prolungamento delle vacanze scolastiche natalizie, alla luce dell’aumento dei contagi. Il ministro Bianchi è stato esplicito in questa direzione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la conferenza stampa di fine anno. “Sono consapevole della sofferenza che i giovani e i più giovani hanno subito a causa delle restrizioni e faremo di tutto per evitare che quella esperienza si ripeta. Per questo però occorre prendere precauzioni anche nella scuola: la prima cosa da fare è uno screening delle scuole e su questo Figliuolo si è messo in moto: se è necessario potenziare questo sforzo in varie direzione, e credo sia necessario, lo faremo; la seconda è il testare continuamente; la terza è la vaccinazione, di tutti e oggi anche dei bambini”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.
“L’ipotesi di allungare le vacanze scolastiche come misura per limitare i contagi tra i più giovani “è una misura sbagliata perché la scuola è il comparto della nostra società che con più capacità e prontezza ha risposto all’invito alle vaccinazioni: il personale scolastico già prima dell’obbligo era già vaccinato al 96 per cento. I ragazzi più grandi sono vaccinati sono all’85 per cento e abbiamo cominciato a vaccinare i bambini più piccoli da poco ma anche lì la rispondenza è molto alta. C’è una risposta da dare alla pandemia che è la vaccinazione”. Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, a Unomattina aveva respinto questa mattina l’ipotesi avanzata in questi giorni di anticipare la chiusura delle scuole e poi di posticiparne l’apertura dopo le vancanze nel tentativo di arginare la diffusione dell’epidemia di Covid. “Allo stato attuale – aveva sottolineato Bianchi – i casi di positivi al Covid-19 all’interno delle nostre scuole sono ancora un numero limitato: siamo allo 0,50 per cento e le classi che sono in quarantena sono 10 mila ma su un numero complessivo di 400 mila, cioè il 2,5 per cento. Il problema è cosa succede fuori dalla scuola”.
