Da combattere oltre all’evasione fiscale, c’è anche la corruzione nell’utilizzo della spesa pubblica. Una spesa pubblica che, grazie ai fondi del Pnrr sarà nei prossimi anni dotata di risorse ingenti e nei cui confronti è quindi urgente un potenziamento dei controlli per evitare che gran parte di questi miliardi finiscano nelle mani del crimine organizzato o comunque vengano dissipati in mille rivoli dove è prevalente la tutela degli interessi di chi gestisce le leve del potere rispetto a quelli del sistema economico nel suo complesso.
Fa piacere trovare questa piena consapevolezza, più volte sollecitata su queste pagine, anche nella circolare della Guardia di finanza con le indicazioni ai reparti sull’attività di controllo dei prossimi anni. Si legge infatti, nelle conclusioni di questo documento, che “un elemento fondamentale del Patto fiscale tra Stato e cittadini è che lo Stato provveda a efficientare i propri comportamenti, non solo quelli relativi all’amministrazione finanziaria ma anche quelli inerenti all’utilizzo delle risorse pubbliche raccolte con la tassazione. Uno Stato che gestisce oculatamente le proprie risorse induce, infatti, i contribuenti a rapporti meno conflittuali e più virtuosi; viceversa, la percezione di una pubblica amministrazione inefficiente e non all’altezza dei compiti che le sono affidati concorre alla formazione di pregiudizi che determinano atteggiamenti poco collaborativi. Il contrasto all’evasione rischia, quindi, di non produrre gli effetti sperati se le risorse a disposizione non sono impiegate per le finalità cui sono destinate”. Non saremmo riusciti a dirlo con parole migliori, ecco il motivo di questa lunga citazione. Per anni invece tutta l’attenzione politico mediatica si è concentrata solo sul primo problema, lasciando in ombra il modo in cui venivano utilizzate le risorse pubbliche prelevate ai cittadini con le imposte.
La conseguenza di questa nuova consapevolezza è correttamente tratta dai vertici della Gdf e consiste nell’assunzione di una “responsabilità di eccezionale rilevanza” per far sì che i finanziamenti legati al Pnrr raggiungano gli obiettivi cui sono destinati e non vengano intercettati dalle organizzazioni criminali. Coerentemente, la circolare prevede che il 2022 sia caratterizzato da un rafforzamento quantitativo e qualitativo, anche mediante un uso innovativo di strumenti di intelligence e l’uso massiccio delle enormi banche dati di cui ormai il corpo dispone, per il controllo della spesa pubblica.
La speranza è che a queste stupende premesse seguano altrettanti fatti. Solo agendo con uguale energia su entrambi i fronti, evasione fiscale e controllo della spesa pubblica, si può sperare infatti di portare il Paese verso un orizzonte di maggior civiltà e convivenza democratica.
