L’esito della partita politica che ha confermato Sergio Mattarella al Quirinale, ha provocato una notevole crisi nel centrodestra. Una spaccatura profonda e le ferite non sembrano sanabili in breve tempo. Ci prova oggi la Lega con una riunione del consiglio federale nel pomeriggio di oggi. Intanto continuano gli attacchi di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha decisamente dichiarato guerra all’ormai ex alleato, Matteo Salvini, che per tenere in vita lo schieramento lancia l’idea di una federazione sul modello del partito repubblicano statunitense. “L’Italia affonda nella crisi economica, le famiglie e le imprese sono in ginocchio e le nostre coste sono prese d’assalto dall’immigrazione clandestina, ma i partiti che sostengono questo Governo sono impegnati a dar vita ad alleanze e federazioni del tutto innaturali pur di sopravvivere. Per quanto tempo ancora avranno intenzione di tenere in piedi questo spettacolo indecoroso? Il potere del popolo è più forte delle alchimie di Palazzo. Ridiamo la parola al popolo italiano che in democrazia è sovrano”, scrive Meloni su facebook. Ma restano forti dubbi sulla possibilità di un’intesa con il resto della coalizione alle prossime elezioni. “Secondo me è folle quello che ha fatto Salvini, folle per lui non per me. Dieci minuti prima della nota di Mattarella mi ha scritto: ‘se sei nel tuo ufficio salgo’. E poi è uscita la nota di Mattarella”, ha detto a ‘Quarta repubblica’ la leader di Fdi, aggiungendo che “sono delusa, per il metodo e per il merito”. Quanto al fatto che alle prossime elezioni il centrodestra andrà unito nei collegi uninominali, “si vedrà, oggi oggettivamente ho delle difficoltà. Voglio chiedere chiarezza, perché se si sta nel centrodestra si deve fare il centrodestra e non ogni volta scegliere il centrosinistra. Sono molto arrabbiata”, ha proseguito Meloni sottolineando che “ci sono delle responsabilità molto chiare in quello che è accaduto, nella sinistra sicuramente, ma anche nelle scelte che hanno fatto alcuni nel centrodestra”.
Forza Italia prende tempo. “Valuteremo la proposta di Salvini al momento opportuno”, dice il capogruppo FI alla Camera Paolo Barelli. In effetti, nel partito in pochi sono disposti a riconoscere ancora la leadership di Salvini e quando, a sera, il capo del Carroccio va a trovare ad Arcore Silvio Berlusconi appena uscito dalla clinica, l’accoglienza è cordiale ma non particolarmente calorosa. Il colloquio, spiegano fonti di Lega e Forza Italia, serve a riaffermare “vicinanza umana e politica” ma pesano, eccome, alcune proposte dell’ex ministro dell’Interno nelle trattative per il Colle, non gradite al Cavaliere: Belloni, Severino, Cassese. In ogni caso, è una svolta moderata, quella di Salvini, che i vertici di Fi auspicano sia accompagnata dall’adesione al Ppe. Coraggio
Italia, Udc, Noi Con l’Italia, invece, non chiudono all’iniziativa, ma con molti distinguo: Giovanni Toti chiede ad esempio primarie per la guida di
un nuovo centrodestra.
