La Nazionale italiana di calcio sconfitta 0-1 al Barbera di Palermo non parteciperà per la seconda volta consecutiva al mondiale

 

Niente mondiali per gli azzurri di Mancini che escono sconfitti 0-1 con un goal di Trajvski in pieno recupero unico tiro in porta subito da Donnaruma durante la gara.
Il responso arriva dopo una partita brutta, con l’Italia che ha tenuto sempre il pallino del match a proprio vantaggio ma che ha dovuto fare i conti con il problema atavico del lavoro del commissario tecnico: la sterilità dell’attacco. Una nazionale che non riesce a fare goal nemmeno con la Macedonia del Nord, presentatasi a Palermo con una formazione rimaneggiata, deve prendersi le proprie responsabilità di fronte ai tanti italiani che dopo la gioia della vittoria degli europei devono fare a meno del mondiale per la seconda volta consecutiva.
Il tifo azzurro si è fatto sentire e Palermo ha risposto alla grande con lo stadio pieno che ci ha riportato alla gioia della notte del 11 luglio a Wembley. Tifosi che meritavano un epilogo diverso ma che hanno dovuto abbandonare gli spalti con una tragedia (sportiva s’intende) nel cuore. Nessuno poteva immaginare che con un centrocampo formato da giocatori del calibro di Barella – Jorginho – Verratti con Berardi – Immobile ed Insigne non saremo stati in grado di segnare un goal alla Macedonia. Ma il calcio è tanto meraviglioso quanto crudele e nessun risultato è mai scontato.
D’ altronde se non riesci a fare goal al 30′ con il portiere avversario che ti regala palla e porta spalancata, leggi Berardi, allora vuol dire che qualche problema lo hai.
La nazionale ci ha provato anche con Immobile prima e con Insigne poi ma entrambe le azioni regalano agli azzurri solo calci d’angolo.
Nella ripresa la nazionale arriva in area della Macedonia con due conclusioni di Berardi che al 60′ si vede negato la gioia del goal dalla deviazione decisiva da Alioski.
Al 64′ Mancini inizia la girandola delle sostituzioni: fuori il non pervenuto Insigne dentro Raspadori; poi cambia Tonali e Pellegrini al posto di Barella e Immobile ed infine lancia nella mischia Chiellini e Joao Pedro. Il risultato è il goal dei macedoni al 92′, in pieno recupero e alla prima occasione del secondo tempo: l’ex Palermo, Trajkovski si coordina dalla lunga distanza e beffa Donnarumma per l’1-0 che condanna gli azzurri alla seconda eliminazione consecutiva dal Mondiale. Una doccia gelata per gli italiani che non avrebbero potuto immaginare un epilogo peggiore.
Nel post partita ai microfoni della Rai ci prova capitan Chiellini a spiegare quanto accaduto: ” è difficile da spiegare, c’è grande delusione, siamo distrutti. Ci è mancato segnare ma non siamo stati presuntuosi. Ci è mancato di sicuro qualcosa, abbiano pagato errori fatti da settembre in poi. Sono orgoglioso dei miei compagni. Dobbiamo ripartire e spero che Mancini resti, c’è bisogno di lui per farlo”.
“Come a luglio è stata la cose più bella accadutami a livello personale questa è la più grande delusione. Stasera è successa una cosa incredibile. Non dovevamo esserci, La partita abbiamo fatto di tutto per vincerla, ma certe gare sono così.” Le parole del CT dell’Italia, Roberto Mancini. “Il gol al 90′ sembra fosse stato apposta. Non so cosa dire. Mi spiace molto per i giocatori. Il mio futuro? La delusione è troppo grande per parlarne. Comunque sono sicuro che la squadra ne abbia uno grande”.
Decide di parlare anche il numero della Federazione, Gravina: “Il programma continua e deve essere anche la cura per guarire queste forti lacerazioni. Insieme abbiamo condiviso gioie straordinarie e ora questo dolore lo dobbiamo superare insieme. Io raccolgo maggiori energie, non ho timore nel metterci la faccia. Sottolineo ancora una volta, al di là del risultato ingiusto, devo dire che è penalizzante”. “Il mio progetto va avanti .Capisco, saranno giornate dove si cercherà in tutti i modi di destabilizzarci. Le critiche fanno parte del rovescio della medaglia: come abbiamo gioito questa estate, ora sono pronto a ricevere tante critiche. Non ci sono spiragli nel mondo federale, io devo continuare a proteggere questa Nazionale. Si va avanti a testa alta, consapevole che quando non si vince c’è qualche errore”.
E forse gli errori sono da individuare in un settore giovanile che arranca a decollare e a regalare all’Italia nuovi talenti, a club che continuano ad indebitarsi per portare in rosa giocatori stranieri, strapagati e datati con gli anni, invece di investire cifre nella categoria primavera e nel settore giovanile in generale.
E’ il calcio del moderno fatto di partite su piattaforme televisive a pagamento, di scuole calcio a pagamento, di risultati eccezionali in termini di comunicazione e apparenza ma che oltre al “tanto fumo” regala poca soddisfazione in termini di risultati. La sconfitta di questa nazionale è una sconfitta di “palazzo” e della politica del calcio.

Beppe Magrone

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