«Quei soldi vanno dati a pensionati e disoccupati veri». Polemiche sul Reddito di Cittadinanza

Continuano le polemiche sul Reddito di Cittadinanza, il sussidio grillino che Giuseppe Conte e i suoi difendono a spada tratta, ma che alla verità dei fatti si è rivelato un fallimento. «Non sono d’accordo con Conte secondo cui il reddito di cittadinanza è una buona misura. Per me è metadone di Stato». Così lo ha definito la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Una misura che è stata decisa in tempi random, ma con gravissime conseguenze per il Bilancio dello Stato. L’opposizione continua ad affermare che a questa storia va messo un punto. E Andrea Delmastro Delle Vedove ha spiegato, durante un’intervista a Fanpage.it, i motivi del necessario stop al rdc.

«Noi di FdI abbiamo sostenuto fin dall’inizio, e ora i dati ci danno ragione, che il reddito di cittadinanza è il metadone di Stato applicato alle politiche attive del lavoro. Ha cronicizzato la povertà, intossicato e disincentivato il mondo del lavoro. Questo emerge con evidenza dal lavoro stagionale. Già l’estate passata le aziende che operano nel turismo ci dicevano che, qualsiasi cifra offrissero, difficilmente riuscivano a trovare lavoratori».

Anche il resto del centrodestra non è d’accordo sull’erogazione del beneficio 5 Stelle, insieme a Matteo Renzi. Severo Roberto Schifani, di Forza Italia. «Noi», dice, «siamo il partito che guarda a chi produce, non a chi è parassita e percepisce il reddito di cittadinanza, grazie a un partito, quello dei grillini che sta morendo, per fortuna. Noi abbiamo bisogno di altro, di guardare a chi lavora, al commerciante all’imprenditore che rischia».

«Alla prova dei fatti dopo tre anni su un milione e centomila lavoratori abili che percepiscono il reddito di cittadinanza, hanno ottenuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato 4000. Non è tanta roba». Lo ha detto Matteo Salvini in un comizio a Erba (Como). «Quei soldi rubati da gente che sta a casa a non fare una mazza dalla mattina alla sera dovrebbero essere dati ai pensionati, ai precari e ai disoccupati veri che vorrebbero andare a lavorare».

«Bisogna dirlo con forza», ha affermato a sua volta Matteo Renzi. «Il reddito di cittadinanza non combatte la povertà. Condanna una generazione a rimanere povera per sempre. A meno di non voler dire che con 500€ al mese si può campare bene. Per combattere la povertà serve il lavoro, non il sussidio. Su questo sono pronto a fare dibattiti in tutta Italia».

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