Paura per i percettori del Reddito di cittadinanza: una serie di controlli incrociati tra Inps e Ministero della Giustizia potrebbe far uscire allo scoperto i truffatori, ovvero coloro che beneficiano del sussidio grillino indebitamente. Secondo quanto racconta il Sole24ore è infatti diventato operativo il protocollo tra Inps e ministero in parola per lo scambio delle informazioni utili alle verifiche relative alla concessione e/o alla revoca del Reddito di Cittadinanza. Ci si avvarrà di sistemi di interoperabilità per eventualmente disporre «la revoca del RdC percepito ovvero di non riconoscere il beneficio». Lo scambio integrale delle informazioni, assicura l’Inps,avviene nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, attraverso la creazione di un circuito privato virtuale sicuro sulle dorsali pubbliche.
Pasquale Tridico, al vertice dell’Inps, commenta soddisfatto: «È un significativo passo in avanti verso maggiori controlli automatizzati per l’erogazione del reddito di cittadinanza a chi ne ha diritto. Il potenziamento delle verifiche e dell’interoperabilità delle banche dati su tutte le prestazioni è «una priorità dell’Istituto, per garantire i cittadini e gli interessi del Paese». Un obiettivo dichiarato è quello di realizzare procedure che puntano sempre di più sui controlli preventivi rispetto all’erogazione della prestazione. Il lavoro da questo punto di vista è in continua evoluzione. Nuove tecnologie e competenze «ci permetteranno di incrementare ulteriormente l’efficacia dei servizi della Pa e i controlli sincroni», assicura il direttore generale dell’Inps, Vincenzo Caridi.
I partiti continuano ad avere visioni opposte sul futuro del Reddito di Cittadinanza. «Pensiamo di risolvere il problema dei giovani che scappano, con il reddito di cittadinanza? Non sono d’accordo. Se si vogliono migliorare davvero le loro condizioni di vita, occorre dargli un lavoro ben retribuito, che vada contro la dipendenza dalla politica. Diciamo la verità: se togliamo questa paghetta chi voterà più il Movimento 5 Stelle?», attacca la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Sarebbe al contrario «irresponsabile» un’abolizione secondo il vicepresidente del gruppo Camera di Coraggio Italia Emilio Carelli. «La politica non può essere insensibile alla reale situazione di disagio in cui versano i cittadini, già provati dalla pandemia ed ora in piena inflazione e crisi economica». Il reddito di cittadinanza «non è sbagliato di per sé, ma il punto è com’è stata posta la questione dal punto di vista politico. In Italia andrebbe riformato», sostiene l’economista Carlo Cottarelli. «Il problema – spiega la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna – è che è stato concepito anche come uno strumento di politiche attive del lavoro e in questo caso non ha funzionato. Bisogna andare nella direzione di separare le due questioni e usarlo per i fragili, che non possono essere inseriti nel mercato del lavoro, lavorando contemporaneamente sul potenziamento dell’occupazione, soprattutto al Sud».
