Calenda e Renzi insieme ma la Meloni stravince

Dopo l’addio al Pd di Carlo Calenda, la probabile alleanza con Matteo Renzi “Sicuramente ci incontreremo e parleremo” ha dichiarato oggi il leader di Azione in una intervista al Corriere della Sera, dopo che l’ex presidente del Consiglio nella giornata di ieri ha parlato di una “opportunità straordinaria”.

Nonostante i recenti attriti tra Calenda e Renzi, sembrano adesso aver necessità l’uno dell’altro per correre insieme alle elezioni politiche del 25 settembre.

Lo strappo con il Pd infatti non è piaciuto per niente a Emma Bonino, con Più Europa che oggi dovrebbe ufficializzare la permanenza nella coalizione di centrosinistra rompendo così l’alleanza con Azione.

Se il progetto di questa alleanza andasse in porto, sarebbe una nota positiva dal cielo anche per Matteo Renzi: stando ai sondaggi infatti, se Italia Viva corresse da sola alle elezioni, sarebbe sotto la soglia di sbarramento del 3%. In lista insieme ad Azione però l’asticella non costituirebbe più un problema.

Considerando poi che adesso Carlo Calenda probabilmente non potrà più contare sui voti dei simpatizzanti di Più Europa, l’unica soluzione sembrerebbe essere quella di un listone unico con Matteo Renzi.

L’alleanza Azione-Italia Viva sarebbe il modo per non avere problemi di soglia di sbarramento e per portare nel prossimo Parlamento tutti i big dei due partiti, ma in questo scenario a trionfare sarebbe soprattutto Giorgia Meloni.

Per il sondaggio infatti con un terzo polo staccato dal Pd, il centrodestra arriverebbe al 49% con buona possibilità anche di fare il pieno dei collegi uninominali. Meloni così non solo vincerebbe le elezioni, ma potrebbe puntare anche a una maggioranza di due terzi nel prossimo Parlamento.

Con uno schema Pd-Azione-sinistra-Verdi-Di Maio, il centrodestra invece per il sondaggio scenderebbe al 46% e, soprattutto, potrebbe ottenere diversi seggi uninominali in meno. Un successo non sarebbe in discussione, ma le vittoria avrebbe dei contorni più contenuti e la partita del post-voto resterebbe aperta a ogni eventualità, compresa quella di altre larghe intese se Salvini e Berlusconi dovessero in qualche modo boicottare la leader di Fratelli d’Italia.

A meno di una settimana dalla scadenza dei termini per la presentazioni delle liste, il centrodestra popcorn in mano si sta godendo lo psicodramma in atto nel centrosinistra: mentre Carlo Calenda deve ancora decidere cosa fare alle imminenti elezioni politiche, Giorgia Meloni sta iniziando a preparare la valigia per trasferirsi dopo il 25 settembre a Palazzo Chigi.

 

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