Con il Pd “sarà assolutamente improbabile poter dialogare. Dico in modo molto chiaro, che questo nasce dopo il cinismo e l’opportunismo che hanno esibito in questo frangente, buttando a mare un’agenda progressista sulla quale abbiamo lavorato proficuamente con loro”. Sono le parole che da Napoli Giuseppe Conte ha voluto scandire per marcare ancor più nettamente i confini politici attuali e futuri tra il Movimento 5 Stelle e i Dem, un concetto che torna a ribadire in un nuovo tour elettorale, questa volta ad Avellino, ma con una sostanziale differenza: “È assolutamente improbabile la possibilità di tornare al dialogo con questo vertice del Pd”, copia e incolla delle vecchie dichiarazioni ma Conte aggiunge che “l’attuale vertice del Pd rappresenta assolutamente un problema: non ci sono le condizioni per immaginare oggi la possibilità di dialogo”. Cosa significhi questa sfumatura, in piena campagna elettorale, è difficile da dire con certezza.
Si sbilancia però un dirigente pentastellato, uno di quelli che non sono in corsa in questa competizione per il tetto dei mandati, ma che molto si sta spendendo per la causa pentastellata “Cambiare i confini politici oggi mi sembra impossibile. L’interlocutore, riferito a Letta, è inaffidabile, offensivo, arrogante. Ma certo che se i vertici dovessero cambiare, questo non può essere ignorato in futuro”. Del resto, è ancora lo stesso leader pentastellato che precisa: “Io non voglio alimentare polemiche personali tra leader. La campagna elettorale non può essere basata su polemiche personali e dunque io a Letta non rispondo. Chiedo però che Letta spieghi alla comunità Pd perché ha abbandonato l’agenda Conte 2 ed è rimasto folgorato dall’agenda Draghi. È passato da un milione di cittadini salvati dalla povertà in pandemia a dare 6 euro lordi al mese in busta paga per i lavoratori. 6 euro… ci pagano una colazione”, sorride amaro Conte. Ma di sassolini da togliersi dalle scarpe Conte ne ha anche altri. Non ultimo quello dell’abolizione/correzione del reddito di cittadinanza: “Pensare di abolire il reddito di cittadinanza è una follia: il problema non è il reddito ma il lavoro sottopagato, due tre quattro euro lordi l’ora” mentre noi “abbiamo salvato dalla povertà un milione di persone durante la pandemia”. Insomma, è ancora il messaggio a Letta: “Basta mistificazioni sul voto utile. Basta trattare gli elettori così come se fossero persone non avvedute”.
