Giorgia Meloni torna a parlare del reddito di cittadinanza, sconfessando le accuse degli avversari politici che continuano a mentire, attribuendo alla leader della destra italiana dichiarazioni non vere.
Questa mattina, Meloni parla attraverso i suoi social, metodo per non permette la mistificazione delle sue dichiarazioni, anche se con i giornali e i social schierati risulta quasi impossibile.
Fratelli d’Italia come tradizione sarà sempre vicino ai ceti più poveri e bisognosi e non accetterà mai lezione dai salotti buoni della sinistra, che continua la campagna di fango sul centro destra.
“Dicono che Fratelli d’Italia voglia colpire i poveri e i bisognosi – dichiara Giorgia Meloni – perché siamo contro il reddito di cittadinanza. Lo dicono ricchi individui in abiti costosi, professoroni che non sono mai usciti dai quartieri bene delle grandi città, lo dicono artisti plurimilionari dai loro jet privati. Lo dicono a me, a noi di Fratelli d’Italia che qualcosa sulla povertà, sulle periferie, sulla durezza della vita lo abbiamo imparato sulla nostra pelle e non dei salotti buoni. Sappiamo bene cosa sia la povertà – aggiunge il leader di Fratelli d’Italia – ed è esattamente per questo che vogliamo combatterla. Per questo diciamo che il reddito di cittadinanza è una misura sbagliata perché mette sullo stesso livello chi può lavorare e chi non può farlo, chi ha bisogno di assistenza e chi di un posto di lavoro”.
Ed è qui la sostanziale differenza da chi ha regalato contributi facendo credere che la nostra nazione sia una sorta di Paese dei Balocchi, dove è possibile ricevere redditi senza dare nessun contributo in cambio, e chi invece vuole sfruttare le risorse pubbliche affinché le donne e gli uomini vengano formati e trovino un lavoro.
“Noi di Fratelli d’Italia pensiamo che i 9 miliardi di euro di risorse pubbliche che ogni anno sono state destinate al reddito di cittadinanza – spiega Meloni – possano essere spesi molto meglio, tralasciando gli scandali, le truffe, i controlli mancati che hanno riempito le cronache legate a questo tema.
Cosa vogliamo fare, come si possono spendere meglio questi soldi? Noi vogliamo intanto continuare a proteggere i più fragili mantenendo per loro un sistema di tutela come quello che c’è attualmente, anche tentando di aumentarlo e renderlo più dignitoso. Penso ai pensionati in difficoltà, agli over 60 privi di reddito, agli invalidi alle famiglie senza reddito che hanno figli minori a carico. Anziani, invalidi, bambini da parte nostra avranno ogni possibile sostegno come abbiamo sempre dimostrato durante tutta la nostra storia”.
Quindi niente pericolo per i più fragili, che avranno vantaggi nel caso di vittoria di Fratelli d’Italia.
La distinzione va fatta con chi è in condizioni di lavorare, chi adesso percepisce il reddito ed è tra i 18 e 59 anni. “Queste persone con noi invece di prendere il reddito di cittadinanza senza lavorare, stando a casa, saranno aiutati a trovare un posto di lavoro. L’unico modo di sconfiggere la povertà è sconfiggere le cause che la generano. Chi è in grado di lavorare – afferma Giorgia Meloni – deve essere format, deve poter rispondere alle richieste di lavoro che arrivano dalle imprese. Noi per questi ingenti risorse che vengono dal Fondo sociale europeo, che serve esattamente per questo obiettivo, 28 miliardi di euro per il periodo che va dal 2021 al 2027, oltre ai circa 8 miliardi che non abbiamo utilizzato della programmazione precedente. Nel nostro modello, chi si rivolge a un centro per l’impiego o ad una agenzia del lavoro deve essere immediatamente indirizzato a un corso di formazione che abbia forti prospettive di assunzione rapida una volta concluso il corso. In caso di forte disagio con questi stessi fondi sarà possibile prevedere un sostentamento economico durante il periodo di formazione, quindi anche durante quel corso hai una copertura. Tutto questo, ovviamente, accompagnato da misure reali di sostegno alle aziende che assumono, dal taglio del cuneo fiscale fino ad una tassazione di vantaggio con la formula “più assumi meno paghi”. Questa è la differenza – conclude – tra un partito serio che vuole liberare uomini e donne dal dramma della povertà dando loro una prospettiva di lavoro e benessere e quelle forze politiche che vogliono tenere sotto il ricatto dell’assistenzialismo di Stato per poi in campagna elettorale poter chiedere i voti di quelle persone”.
Quello che succede oggi, con alcuni movimenti ancora in piedi nonostante aver governato e disatteso tutte le promesse delle passate tornate elettorali, alleandosi con chiunque e arricchendo solo i portafogli personali.
Cosa sarebbero oggi questi signori senza il ricatto del reddito di cittadinanza? E’ la domanda che si dovrebbero fare tutti gli italiani che il 25 settembre sono chiamati ad un importante appuntamento che può realmente invertire la rotta di questo Paese e delle aziende e famiglie ormai sul lastrico.
Beppe Magrone
