Il Quirinale ha perplessità sul milleproroghe, nel mirino le norme sui balneari

Dopo il via libera definitivo della Camera, il terzo tempo del decreto milleproroghe si sposta al Quirinale. E’ attesa, infatti, la firma del capo dello Stato sul provvedimento che dovrebbe arrivare dopo una attenta riflessione. Il nodo sarebbe ancora una volta quello della proroga della messa a bando delle concessioni balneari: la misura inserita durante l’esame al Senato e fortemente voluta in particolare da FI e Lega, prevede il posticipo di un anno delle gare nelle more dell’attività di un tavolo istituito a Palazzo Chigi che valuti, attraverso una mappatura, la necessità dell’applicazione o meno della direttiva Bolkestein. Non solo, in alcune particolari contingenze la messa a bando può essere prorogata di fatto per due anni, fino al 2025, con il rischio di innescare ulteriori interventi di Bruxelles. Il dato potrebbe portare il Colle, dopo l’attenta riflessione, ad accompagnare la firma del provvedimento con una nota che inquadri le possibili problematiche che potrebbero scaturire da questa normativa.

La misura, d’altra parte, era stata oggetto di un braccio di ferro nel giorno dell’approvazione del testo a Palazzo Madama, con il Governo pronto a fare delle modifiche ma che aveva poi soprasseduto di fronte al muro di Fi e Lega. E non si tratta, tra l’altro, dell’unica norma sulla quale si è acceso un faro: a fronte di una moral suasion del Colle, non è entrata nel provvedimento la proroga di due anni per i contratti in essere dei diritti tv dello sport, una misura proposta dal senatore e presidente della Lazio Claudio Lotito e che avrebbe riguardato anche Dazn e Sky, entrata nel provvedimento e poi uscita attraverso un emendamento soppressivo del Governo. Per quanto riguarda i balneari, intanto, la maggioranza con il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ribadisce la linea, indicata anche dalla premier Giorgia Meloni, di attivare ulteriori interlocuzioni a livello europeo: “Ci sono decine di migliaia di piccole imprese a conduzione familiare che sono l’ossatura della nostra offerta turistica e noi non possiamo permettere che vengano spazzate via. Quindi la proroga serve a garantire loro nell’immediato, e poi a intavolare una discussione in sede europea per trovare un’equa soluzione”.

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