PD, è il giorno della segreteria. Tanti i malumori interni

L’accordo sulla segreteria del Pd sembra orami chiuso. La squadra di Elly Schlein dovrebbe essere annunciata oggi, ma già si registrano non pochi malumori dentro la minoranza di Base riformista: “Bonaccini ha fatto una partita per sé”, è l’accusa che viene fatta. Anche la scelta, maturata nelle ultime ore, di non nominare nessun vicesegretario viene letta in chiave polemica: “Non fa nemmeno un vice per non doverne dare uno alla minoranza”, la sintesi. Tra i dirigenti di Base riformista le accuse rimbalzano nelle chat: “Stefano Bonaccini, purtroppo, non è stato in grado di tenere insieme un’area che aveva ottenuto un risultato importante al congresso ed è voluto entrare in segreteria ad ogni costo con un accordo oggettivamente al ribasso”, è il refrain. E ancora: “Si dovrà ricostruire un’area riformista che è uscita indebolita e sottorappresentata, rispetto ai risultati del congresso e delle primarie, dalla trattativa per arrivare alla segreteria unitaria”. Tra chi ha sostenuto Bonaccini, comunque, a entrare in segreteria, oltre al braccio destro del Governatore Davide Baruffi che dovrebbe andare agli Enti locali, dovrebbe esserci anche Alessandro Alfieri (che di Base riformista è il coordinatore), con delega alle riforme istituzionali e Pnrr.

Sarebbe invece rimasta fuori Pina Picierno, candidata in ticket alle primarie con l’attuale presidente dem ma finita nel fuoco incrociato di Vincenzo De Luca, in polemica con la segretaria per ottenere il terzo mandato alla guida della Regione Campania. In squadra ci sarebbe anche Debora Serracchiani, che dovrebbe avere la delega alla giustizia, ma la minoranza non risparmia frecciatine nei suoi confronti: “Lei è in quota Schlein”. Per la sinistra dem Antonio Misiani, già scelto dalla segretaria come commissario in Campania, dovrebbe essere confermato all’Economia, mentre Peppe Provenzano dovrebbe andare agli Esteri e Marco Sarracino al Mezzogiorno. Stefania Bonaldi dovrebbe andare alla scuola e Andrea Pacella, in quota Zingaretti, potrebbe andare alle infrastrutture o ai rapporti con le associazioni. Il fedelissimo di Schlein Gaspare Righi dovrebbe gestire l’organizzazione del partito, mentre a Marco Furfaro andrebbe la delega alla comunicazione.

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