La Commissione Affari Sociali della Camera ha adottato il testo base per istituire la Bicamerale d’inchiesta sul Covid, ma l’opposizione ha abbandonato i lavori per protesta e non ha votato. Favorevole, invece, il Terzo Polo che si schiera compatto al fianco della maggioranza. Due le cose definite “inaccettabili” da Pd, M5S e Avs: il testo unificato è stato depositato “appena un’ora prima del voto” e nell’indagine a 360 gradi sulla gestione della pandemia non vengono neanche citate le Regioni. Secondo quanto si apprende, quest’ultima richiesta sarebbe stata avanzata dalla Lega per evitare un possibile coinvolgimento di Regione Lombardia, ancora guidata dal leghista Attilio Fontana, lo stesso che gestì la pandemia, ma, in cambio, FdI avrebbe incassato un altro risultato, quello di poter allargare l’indagine anche al piano vaccini, altro tema che il partito di Salvini avrebbe preferito lasciar fuori.
Un’inchiesta parlamentare sulla gestione del Covid che non possa chiamare in causa le Regioni che hanno la delega alla Sanità “è ridicola e non ha senso”, commentano Pd e 5 Stelle. “Se intendono fare una Commissione d’inchiesta farsa, con un finale già scritto che esclude l’analisi dell’operato delle Regioni” mettendo “in discussione l’utilità dei vaccini, se la faranno da soli senza il M5S”, dichiara Giuseppe Conte. Per gli esponenti del Pd “Abbiamo avuto un atteggiamento collaborativo e mai pregiudiziale verso la proposta della Commissione d’inchiesta e lo abbiamo fatto perché pensiamo che ogni approfondimento sia utile per comprendere cosa va messo a punto nel sistema per affrontare possibili nuove emergenze”. “Le forzature di queste ore della maggioranza, che per problemi interni ha prima ritirato un testo e poi ne ha presentato un altro a un’ora dal voto, senza coinvolgere l’opposizione, sono inaccettabili e dimostrano che l’unico obiettivo è quello di usare vicende gravi e drammatiche per fare propaganda sulla pelle di chi ha sofferto e combattuto il Covid”, sottolinea il capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali Marco Furfaro. In ogni caso il dibattito prosegue, il termine per presentare emendamenti scadrà mercoledì 18 aprile poi ci sarà la discussione in Commissione che, in ogni caso, potrebbe riservare delle sorprese.
