Migranti, Mattarella scuote l’Europa: siamo ancora alla preistoria, servono regole nuove

Il presidente della Repubblica ancora una volta fa l’appello di aiuto all’Europa in merito all’emergenza immigrazione. Il problema va affrontato «dalla Ue come problema dell’Unione, nessuno Stato da solo può affrontare un problema così epocale. Ma l’Unione può farlo con un’azione coordinata e bene organizzata». Queste le parole del Capo dello Stato al termine dell’incontro a Varsavia con l’omologo polacco, Andrezej Duda. Si tratta di un tema che la «Polonia conosce bene: non soltanto per la grande ospitalità che ha generosamente offerto a milioni di profughi ucraini – e questo è oggetto di ammirazione da parte dell’Italia-  ma anche per quello che è avvenuto ai confini con la Bielorussia di introduzioni clandestine». In Italia, ha ricordato ancora il Presidente della Repubblica, si registra «la grande affluenza, in crescita, dai Paesi africani. E non soltanto da quelli africani ma anche da quelli asiatici».

Mattarella sottolinea il bisogno di «una nuova politica di migrazione e di asilo dentro l’Unione; superando vecchie regole che sono ormai della preistoria. Tutto questo richiama anche al rapporto che vi è con il Continente africano», ha aggiunto, dove «si stanno esercitando pressioni e iniziative destabilizzanti: quanto avviene in queste ore in Sudan è allarmante». Come «richiama a grande allarme la Nato e l’Unione europea l’azione della Wagner in tanti Paesi africani. Questo richiede un’azione dell’Unione europea attiva, protagonista, da soggetto che si impegni fortemente su questi fronti».

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