Ieri il Pd ha svolto la Direzione Generale, un momento atteso che è durato più di sei ore e che alla fine si è concluso con l’approvazione all’unanimità della relazione della segretaria Elly Schlein. La segretaria era stata netta aprendo i lavori: “Il gioco al logoramento del segretario non funzionerà, mettetevi comodi perché siamo qui per restare, e per restare insieme e fare quello che ci hanno chiesto alle primarie”. Le critiche per la partecipazione alla manifestazione M5S non sono andate giù alla leader Pd, come anche le polemiche delle scorse settimane: dalla sconfitta alle amministrative, al voto al Parlamento Eu su armi e Pnrr, passando per la sostituzione di Piero De Luca nel ruolo di vice-capogruppo alla Camera con Paolo Ciani, fino ad arrivare ai sindaci schierati a favore dell’abolizione dell’abuso d’ufficio, tutte questioni sulle quali è riemersa la tradizionale anima turbolenta delle varie correnti Pd, a cominciare dalla minoranza. Per questo la segretaria ha insistito molto: “L’avversario è la destra, non è il mio compagno di partito”; “Quando sento che non ci sarebbe una linea politica sorrido. Di contenuti e proposte siamo pieni, ma siamo bravi a coprirli con le polemiche. Se a qualcuno la linea non piace sarebbe più onesto ammetterlo, chi cerca l’incidente mi troverà da un’altra parte”.
Perché l’obiettivo è costruire l’opposizione alla destra, attraverso la mobilitazione e le molte iniziative che la segretaria ha messo in calendario: la manifestazione contro l’autonomia, le iniziative sul Pnrr, le battaglie per il diritto alla casa, la mobilitazione sulla sanità, la segreteria che si terrà in E-R. Un Pd di piazza, che deve avere una “identità chiara” perché “se si tenta di essere tutto e il contrario di tutto si rischia di non rappresentare più nessuno e lasciare spazio ad altri”. Sottotraccia le polemiche rimangono; Stefano Bonaccini cerca di evitare un’escalation di toni, ma questo però non evita che Lorenzo Guerini rimproveri la segretaria: “Possiamo confrontarci, avere opinioni diverse. Ed è bene che ce le diciamo, e non è lesa maestà dircele”. Anche Gianni Cuperlo incalza: “Segretaria, il congresso è finito e tu hai il compito di guidare questa comunità. Tu incarni una domanda di innovazione che oggi è la tua e anche la nostra migliore risorsa. Ma attorno a quella spinta tu hai bisogno di portare tutto il partito a condividere la lotta, il linguaggio, il traguardo. Questo è il compito di chi guida”. Beppe Provenzano ha difeso la scelta di andare in piazza con M5S, ma chiede “un metodo democratico” per le decisioni. La discussione va avanti a lungo, la segretaria fa una breve replica spiegando che il “pluralismo” è certamente “una ricchezza”, ma aggiungendo che bisogna evitare di fare il gioco della destra e dei media che raccontano un Pd diviso.
