“Meloni è una Robin Hood al contrario: ruba ai poveri per sfamare i ricchi e potenti. Lo scalpo esibito al Paese, smantellando una misura di protezione sociale, è costato caro: 240 mila famiglie a rischio povertà, tensioni sociali crescenti, zero corsi per l’inserimento lavorativo degli ‘occupabili’. Migliaia di questi saranno privati persino dei 350 euro perchè la soglia Isee è stata abbassata a 6mila euro. Una Caporetto sociale”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno.
Dopo le dure critiche sul tramonto del Reddito di Cittadinanza, il leader del Movimento 5 Stelle torna a bacchettare Giorgia Meloni pubblicando sui suoi social, Facebook, X e Instagram, un post attraverso il quale, stavolta, attacca la premier a proposito del Prodotto Interno Lordo italiano. “Il Pil cala dello 0,4 per cento nel secondo trimestre del 2023 e torniamo dietro a Francia e Germania…Questo il primo pessimo risultato del governo Meloni dopo una legge di Bilancio austera e dopo il ‘Decreto precarizzazione’, adottato lo scorso primo maggio”.
“Due consigli non richiesti a Giorgia Meloni, per il bene dell’Italia: smettere di dare sempre la colpa a qualcun altro e, piuttosto, rimboccarsi le maniche per rimediare ai propri errori. Fino a oggi, si è vantata per la crescita del Pil italiano, che in realtà è letteralmente crollato a causa dell’inerzia e dell’incapacità del governo, che sta dilapidando l’eredità di crescita di quasi l’11 per cento nel biennio 2021-2022, frutto delle misure su cui ho investito quando ero al governo. Misure che questo governo ha cancellato, tagliato e demonizzato”, aggiunge. E poi continua: “Meloni raccoglie quello che ha seminato in tutti questi mesi a Palazzo Chigi, con il cappello in mano di fronte ai falchi dell’austerità: il Pil cala dello 0,4 per cento nel secondo trimestre del 2023 e torniamo dietro a Francia e Germania. Non solo. A luglio 2023 gli occupati diminuiscono (-73 mila) e aumentano i disoccupati (+37 mila) e gli inattivi (+14 mila). Questo il primo pessimo risultato del governo Meloni dopo una legge di Bilancio austera e dopo il ‘Decreto precarizzazione’, adottato lo scorso primo maggio”. Infine, conclude: “Si registra un netto calo dell’indice di fiducia delle imprese e Confesercenti lancia l’allarme stimando la chiusura di 24 mila negozi entro fine anno. Meloni guardi in faccia la realtà, il tempo della sua propaganda – siamo ormai a un anno di governo – è scaduto”.
