Giorgia Meloni torna nel salotto tv di Bruno Vespa e rivendica l’azione del Governo.
Ma torna a chiamare in causa l’Europa che ancora latita sulla risposta comune da dare alla gestione dei migranti.
La stoccata è alle opposizioni, che si augura invece possano convergere sulla riforma del premierato che sarà presentata a breve, ma anche a Paolo Gentiloni che nell’ultimo anno ha fatto diverse interviste “per redarguire” il Governo, con un atteggiamento “più critico che collaborativo”.
Sono i migranti il principale cruccio dell’esecutivo. Nessuna “sorpresa” dice Meloni a Vespa, per la scelta della Germania di fermare gli arrivi dall’Italia o della Francia di rafforzare i confini. “Ce lo aspettavamo in qualche modo” perché “tempo fa avevamo comunicato ai nostri partner che non potevamo più riaccogliere automaticamente i cosiddetti “dublinanti”, perché i nostri hotspot sono pieni”, spiega mentre a Lampedusa si sta scatenando il caos tra i migranti, arrivati quasi a quota 7mila nel Centro sull’isola.
Nessuna recriminazione nei confronti di Berlino e Parigi, la premier non usa i toni del passato ma torna a chiedere, con forza, l’intervento comunitario: “La questione dei ricollocamenti”, che ha fatto scattare l’azione tedesca, “è secondaria, sono state ricollocate pochissime persone in questi mesi”, ripete la premier, “La questione non è come scarichiamo il problema, è fermare gli arrivi in Italia”. E su questo, nonostante qualche piccolo passo avanti, non ci sono ancora state “risposte concrete”.
