Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, recatosi a Palermo in occasione di un evento di Fratelli d’Italia, torna a parlare di giustizia e di lotta alla mafia, battaglia che da sempre il suo partito porta avanti: “In questi giorni c’è stato un po’ di scossone con gli alleati sul fronte della giustizia, Trojan sì o Trojan no. Con un centrodestra a trazione meloniana noi daremo tutte e più ampie garanzie a indagati e imputati. Perché le garanzie sono la carta d’identità di un popolo civile. Non toglieremo un solo strumento a magistratura per contrastare crimine, corruzione e quello che flagella la nostra nazione”. Sul caso Cospito commenta: “La sinistra, invece, ha scambiato Cospito per novello influencer. Era la Mecca della sinistra, luogo di pellegrinaggio di una sinistra che per mal-metabolizzati principi garantistici andava da Cospito a chiedere perché avremmo dovuto revocare il carcere duro. La destra sul contrasto al terrorismo nazionale e internazionale e alle mafie non farà mai sconti a nessuno”.
Immancabile il riferimento al problema migratorio: “Nei Cpr andranno le persone pericolose socialmente, già raggiunte da un provvedimento di espulsione. Persone che non hanno diritto a restare in Italia. Nel nostro Dna c’è la politica della sicurezza urbana”.
In merito al sovraffollamento delle carceri italiane e la carenza di personale commenta: “Quando si parla di carceri per la sinistra l’unico problema è il detenuto”, spiega il sottosegretario di FdI. “Mentre gli agenti della Polizia penitenziaria, cioé gli uomini e le donne in divisa che rappresentano lo Stato, sono quasi qualcosa di fastidioso, di cui non parlare. Noi, invece, abbiamo lavorato sul potenziamento degli organici, ridotti al lumicino dalla riforma Madia, sulle dotazioni e sui protocolli operativi. Ma la risposta è diametralmente opposta la sinistra svuota le carceri, noi abbiamo postato 84 milioni di euro per otto nuovi padiglioni detentivi. Vogliamo lavorare con i Paesi dell’Africa per eseguire le sentenze penali italiane nel Paese di provenienza. I detenuti stranieri ci costano quasi una finanziaria”.
