Elly Schlein lo ripete da mesi nonostante le molte spaccature interne all’opposizione: ci sono le tensioni sulla Rai, il gelo calato sulla sanità pubblica, le differenze in fatto di politiche migratorie. Le divisioni? “Non ci interessa stare a fare polemiche nelle stanze della politica, ci interessa parlare a quel pezzo di Paese che ha rinunciato ad andare a votare.
La giornata di Schlein inizia di buon mattino con la riunione della Segreteria al Nazareno. Dopo le parole di Giorgia Meloni sulla sanità, i dem non intendono mollare la presa su un tema che considerano decisivo e che sarà protagonista nella battaglia da fare “nelle piazze e in Parlamento” fino alla legge di bilancio.
Sulla sanità, e sul fronte da costruire con le altre opposizioni, comunque, la strada è in salita: comune la battaglia, infatti, ma distanti i partiti alla linea di partenza.
Duro Giuseppe Conte: “A Calenda e Schlein voglio dire che se uno prima va in tv a parlare e dice queste sono le nostre proposte, non può funzionare”. Poi lancia per domenica un “firma-day sul salario minimo”. Più propositivo Carlo Calenda: “C’è spazio per una proposta comune delle opposizioni sulla sanità. Noi abbiamo fatto un piano, lo abbiamo condiviso con il Pd, poi il Pd è sparito.
La distanza tra Azione e il M5S riguarda i due miliardi che nella proposta dei centristi andrebbero ai privati per smaltire le liste d’attesa del SSN; Schlein, in ogni caso, resta fiduciosa: “Stiamo dialogando con le altre forze di opposizione, come abbiamo fatto sul salario minimo, crediamo ci possano essere delle convergenze”.
