”La nostra unità di crisi, l’Ambasciata italiana a Tel Aviv ed il consolato d’Italia a Gerusalemme stanno seguendo minuto per minuto l’evolversi della situazione e stanno invitando alla prudenza tutti i cittadini italiani che sono lì. Quelli che vivono in Israele, alcuni dei quali hanno il doppio passaporto, sanno quello che devono fare e ci siamo concentrati soprattutto su quelli che non vivono in Israele. Tutti quanti hanno ricevuto dei messaggi”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, condannando fermamente l’aggressione e ribadendo il sostegno ad Israele, che ha “il diritto a esistere e difendersi”.
Ammonta a circa 18mila il numero degli italiani che vivono in Israele e 250 quelli che si trovano nel Paese temporaneamente. Una ventina, poi, si trovano nella Striscia di Gaza. La Farnesina li ha contattati tutti, dopo il violentissimo attacco missilistico e le incursioni sul campo di Hamas, che hanno portato il premier Benjamin Netanyahu a parlare di “guerra”.
“Ringrazio tutto il personale diplomatico e l’unità di crisi della Farnesina per aver prontamente contattato tutti gli italiani registrati in Israele”, ha scritto su X il vicepremier, sottolineando che “il numero dell’Unità di crisi in caso di necessità è sempre operativo”. La Farnesina ha invitato tutti i connazionali presenti nel Paese a segnalare eventuali emergenze o difficoltà all’Ambasciata italiana a Tel Aviv (tel. +972 54 8803940), al Consolato Generale a Gerusalemme (tel. +972 505 327166; +972547688399) e all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (tel: +39 0636225). Tutti i connazionali presenti in Israele sono stati inoltre invitati a scaricare e attivare la App “Unità di Crisi”, compresa la funzione di geolocalizzazione. In alternativa è disponibile anche il sito www.dovesiamonelmondo.it.
