Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, in occasione del suo intervento alla festa de Il Foglio a Firenze, punzecchia la magistratura: «Prescindendo dal caso specifico» della giudice Apostolico «perché non è mai opportuno personalizzare le questioni anche se sono rivelative, c’è una sorta di egemonia culturale all’interno della magistratura italiana per cui se c’è un vuoto normativo il giudice lo colma e se c’è una legge che non piace il giudice la disapplica».
«Il giudice ha lo strumento dell’eccezione di legittimità costituzionale», ha sottolineato, e in caso di norma comunitaria «anche il ricorso alla corte. La disapplicazione in presenza di una fonte comunitaria è sempre un caso estremo, quando una norma è evidentemente illegittima» ma «il capo dello Stato non firma norme evidentemente illegittime».
Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, «la cosa di cui dovremmo tutti preoccuparci perché la gestione di un fenomeno così complesso e delicato come l’immigrazione non può passare in via giudiziaria, e in via giudiziaria non può accadere, e forse è la cosa più grave, la distorsione del sistema asilo. Se un migrante intende entrare regolarmente in Italia c’è il decreto flussi, parliamo di 450mila unità. Chi sfugge da una persecuzione ha titolo a ottenere lo status di rifugiato ma non esiste che lo strumento dell’asilo venga distorto e dilatato per far rimanere in Italia chiunque arrivi in Italia irregolarmente».
Poi aggiunge: «Non credo che il cambiamento climatico si sia concentrato nel giro di pochi mesi su Mali, Camerun e Burkina Faso. Cosa è successo quindi? Si è intensificato il jihadismo che controlla attraverso differenti bande che si autoproclamano califfati, il 50% della Burkina Faso, nel Mali ci sono stati due colpi di stato in pochi mesi, il Camerun ha una situazione anch’essa poco raccomandabile. Ecco in questo contesto l’incentivazione degli effetti migratori diventa uno strumento di pressione da parte del jihadismo nei confronti dell’Europa, poi l’Italia è la più vicina e la gran parte arriva qua».
