Giorgia Meloni alla vigilia del Consiglio Europeo a Bruxelles, ribadisce la condanna per le atrocità perpetrate da Hamas, la richiesta di immediato rilascio degli ostaggi, di proteggere anche i luoghi di culto nella striscia di Gaza e la necessità di riprendere al più presto l’iniziativa politica per una “soluzione strutturale”, che non può che essere “due popoli due stati”.
Predicare moderazione per cercare di ottenere una reazione da parte di Israele all’orrore di Hamas il più possibile equilibrata, per quanto inevitabile. Entro i confini del diritto internazionale.
Parole che la presidente del Consiglio pronuncia in Aula. Meloni torna in Parlamento dopo una settimana non facile e incassa il via libera alla risoluzione di maggioranza, ma passano anche alcuni impegni delle opposizioni.
Nel suo intervento, durato una quarantina di minuti, trova spazio anche la posizione italiana sulla riforma del Patto di stabilità e sulla transizione verde, così come il sostegno all’Ucraina che non verrà mai meno, assicura la premier, anche se non può essere l’unica voce da finanziare con il nuovo bilancio europeo.
Sulle risorse bisogna trovare un accordo entro la fine dell’anno, sottolinea, ma vanno aumentate anche per combattere le migrazioni illegali perché se non fossimo in grado” di proteggere i cittadini dagli effetti della guerra “finiremmo anche per indebolire il sostegno a quella causa”.
Ben vengano, quindi, le parole di Ursula von der Leyen, contro “il traffico di esseri umani”. Una posizione che l’Italia sostiene “da un anno”, perché “tragicamente” non l’aveva “mai fatto prima”.
Necessità che ha portato anche a sospendere Schengen. “Irragionevole e ideologico”, affonda la premier, “negare” che ci sia un nesso con i flussi di “migliaia” di migranti illegali.
Anche per questo bisogna evitare “lo scontro tra civiltà”, ma ha il chiaro obiettivo di destabilizzare il Medio Oriente e impedire la “normalizzazione” dei rapporti con Israele avviato da diversi paesi arabi. Quello che sta accadendo, avverte Meloni, “può diventare una slavina”.
