I sindaci incalzano il governo sulla possibilità di svolgere il terzo mandato. E per ora incassano la piena disponibilità del vicepremier Matteo Salvini.
Alla 40ma assemblea nazionale dell’Anci in corso a Genova il presidente Antonio Decaro, ha spiegato: “Al governo abbiamo chiesto una cosa semplice: rispettare il principio di rappresentanza e di fiducia che ci lega ai nostri concittadini. Noi riteniamo che solo i cittadini dovrebbero decidere se confermare un bravo sindaco o mandarlo a casa come capita in tutti i sistemi democratici d’Europa. Solo in Italia questo non accade. Non sarà che hanno un po’ paura dei sindaci e del loro rapporto con questo paese?”.
A Salvini ha fatto eco il governatore della Liguria Giovanni Toti: “In Italia uno può fare il ministro per 20 anni, il parlamentare per 50 anni, ma un sindaco di un comune di 20 mila abitanti non può fare un terzo mandato.
È una cosa incomprensibile, un’indulgenza a quell’antipolitica che ha devastato questo paese”. Decaro ha puntato il dito anche contro quella che giudica un’anomalia, insieme al limite dei due mandati: “Noi sindaci siamo l’unica figura istituzionale che per candidarsi in Parlamento deve dimettersi 6 mesi prima.
Tuttavia, anche a pochi mesi dalla conclusione del mio mandato non intendo venir meno all’impegno preso con i sindaci italiani: continuerò a battermi fino all’ultimo giorno per vederci riconosciuto il rispetto che il nostro ruolo merita”.
