Morte di Stefano Cucchi, reati dei carabinieri vanno in prescrizione. La sorella: ingiusto

In merito al caso della morte del giovane Stefano Cucchi, la Corte di Cassazione ha dichiarato la prescrizione del reato di falso contestato al maresciallo Roberto Mandolini e al carabiniere Francesco Tedesco. Scatta l’ira della sorella di Cucchi: “Roberto Mandolini è colpevole ma è stato salvato dalla prescrizione. Provo tanta pena per lui”, dice  all’Adnkronos Ilaria Cucchi. “E’ una sentenza pilatesca, come al solito la Cassazione non ha avuto coraggio, avrebbe dovuto annullare senza rinvio la sentenza per insussistenza del fatto. Così invece è un colpo al cerchio e uno alla botte, la Cassazione non sorprende mai”, è quanto afferma all’Adnkronos l’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore del carabiniere Roberto Mandolini.

“È una sconfitta per la giustizia e la verità. Anni di processi e depistaggi per una vittoria effimera. La Corte ha difatti confermato che i gravi illeciti penali sono avvenuti e hanno comportato un danno economico agli agenti di Polizia Penitenziaria”, commenta invece, sempre all’Adnkronos, l’avvocato Diego Perugini, legale di parte civile di Nicola Minichini, uno dei tre agenti della Polizia Penitenziaria trovatosi nella cerchia degli imputati nel primo processo Cucchi e poi assolti in via definitiva per non aver commesso il fatto, dopo la sentenza della Cassazione che ha dichiarato la prescrizione del reato di falso contestato al maresciallo Roberto Mandolini e al carabiniere Francesco Tedesco. “Proprio grazie ai depistaggi però la Giustizia non è arrivata in tempo, e gli autori se la sono cavata a buon mercato. Ma questa è una ferita che non si rimargina con una prescrizione”, conclude l’avvocato.

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