Un semplice parere della Commissione Affari Giuridici all’Eurocamera riapre lo scontro in Europa sulla maternità surrogata e testimonia che sul piano dei diritti civili le distanze tra i Popolari europei e Giorgia Meloni restano notevoli. La commissione Juri, in vista dell’approdo in Plenaria della direttiva sul riconoscimento della genitorialità nell’Ue, ha infatti innescato numerose tensioni con la destra italiana, a cominciare da FdI. Nel parere, votato con 14 voti favorevoli, 4 contrari e zero astensioni, gli eurodeputati hanno messo per iscritto che, se da un lato la genitorialità continua a essere stabilita a livello nazionale, dall’altro gli Stati dovrebbero riconoscerla come tale in tutti i Paesi dell’Ue “indipendentemente da come il bambino è stato concepito o è nato”. La direttiva sul riconoscimento transnazionale della genitorialità presentata dalla Commissione Ue lo scorso aprile da un punto di vista legislativo non ha nulla a che vedere con la maternità surrogata, che resta proibita nei Paesi dove è vietata per le legge, Italia inclusa. La direttiva, tuttavia, secondo i detrattori, una volta recepita da un Paese membro aprirebbe le porte al riconoscimento dei figli di coppie omosessuali concepiti in un Paese dove ciò è permesso. La relazione approvata dalla commissione Affari Giuridici, nel giorno in cui la presidente del Consiglio ha “benedetto” il patto tra imprese e istituzioni contro la denatalità, non ha fatto che accrescere le preoccupazioni di FdI e Lega.
