Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd, in collegamento con Lilly Gruber su La7, interpellato sulla Consulta, torna alla carica con gli insulti, dopo che di recente aveva definito apertamente “cog…e” il generale Vannacci. Stavolta a essere presa di mira è Giorgia Meloni. Il linguaggio della premier carpito in chat dopo l’ottava fumata bianca nelle votazioni per la Consulta? «Coerente con quello dei rapinatori»…
Come noto, di fronte a questo muro di gomma, la maggioranza ha deciso di votare scheda bianca: i bussolotti alla fine hanno restituito 323 schede senza indicazione, dieci nulle e nove voti dispersi. Con la segretaria Schlein in piena crisi afasica, o forse temporaneamente affetta da mutismo selettivo, che parla non sempre a chi di dovere e non risponde a chi da sinistra le lancia bordate e provocazioni, ma che ieri ha salutato quanto accaduto come un successo politico. Rivendicando finanche l’insostenibile: «La compattezza delle opposizioni» che a sua detta avrebbe «fermato la forzatura della maggioranza».
«Spallata fallita per Giorgia Meloni», esordisce in merito alla fumata nera sul voto in Parlamento su Francesco Saverio Marini, il candidato del centrodestra per il ruolo di giudice mancante della Corte Costituzionale. «Una sconfitta seria, grave e finita anche nel ridicolo, francamente». Poi incalza: «Hanno tentato di fare il sorpresone, di votarselo da soli raccattando qualche voto non so come nel campo dell’opposizione». «Ricordo nel 2015, quando all’opposizione c’erano i 5 Stelle: volavano gli stracci ogni giorno, ma dopo una trentina di votazioni si arrivò a condividere una scelta, garanzia di tutti per autorevolezza e indipendenza. Abbandonare questo metodo sarebbe una ferita gravissima per la democrazia». E via con gli insulti: «Finir vittima delle proprie macchinazioni non è piacevole. Certo quei termini colpiscono davvero: sono termini che hanno un riflesso antico. È un linguaggio che ha una sua coerenza perché è un linguaggio che si usa normalmente tra i rapinatori e qui stavano rapinando lo spirito costituzionale».
