Intervistato da Il Foglio, Vittorio Feltri, giornalista fondatore di Libero, liquida da par suo le critiche secondo cui i veri “dazi” per la premier sarebbero rappresentati dai suoi ministri: “Ma per carità. E’ il solito ritornello”. Pura fantasia? “No. Semmai è assenza di fantasia. La classe dirigente scarsa è una solfa che si ripete e che si alterna alla cantilena sul fascismo. Pensiamo pure a quel riccone americano che ha fatto il saluto romano…”. Anche lui lo “hanno fatto diventare fascista” mentre il suo, con il braccio teso, “era il saluto romano di Giulio Cesare. E mi pare evidente”. Fattuale? “Fattuale”. “Semmai era un gesto – continua Feltri- che indicava la volontà di lanciare il cuore oltre l’ostacolo”.
