Il bollo auto, spesso percepito come una tassa nazionale inevitabile, in realtà non è affatto uniforme su tutto il territorio italiano. Essendo una tassa regionale, ogni Regione ha il potere di stabilire regole diverse riguardo a esenzioni, riduzioni e agevolazioni, creando un mosaico di possibilità che spesso confonde i cittadini. Tra queste, alcune Regioni permettono di non pagare il bollo, almeno per un certo periodo, mentre altre offrono tariffe agevolate in base a specifiche categorie di veicoli e proprietari.
Il primo elemento da considerare è che il bollo non è una tassa statale ma regionale, con la sola eccezione del Friuli Venezia Giulia e della Sardegna, dove viene gestito dall’Agenzia delle Entrate, ma dove le agevolazioni restano comunque decise a livello locale. Tra le esenzioni più diffuse vi sono quelle rivolte alle auto ecologiche, ai veicoli storici e ai mezzi intestati a persone con disabilità, ma ogni Regione stabilisce criteri differenti sia in termini di durata sia di requisiti.
Ad esempio, in Lombardia e Piemonte, i veicoli 100% elettrici o a idrogeno godono di un’esenzione permanente, senza bisogno di presentare alcuna domanda. Al contrario, altre Regioni come Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Campania concedono un’esenzione per cinque anni dalla prima immatricolazione, dopodiché si paga un bollo ridotto. Questo significa che il risparmio dipende molto da dove si risiede e dal tipo di vettura posseduta.
Le auto ibride, invece, sono soggette a regole più complesse. In Liguria si può usufruire di un’esenzione di cinque anni per veicoli immatricolati nel 2022 e 2023, mentre nelle Marche l’agevolazione si estende a sei anni, a condizione che l’auto abbia una potenza inferiore a 66 kW. In Sicilia, invece, l’esenzione di tre anni vale anche per le ibride plug-in immatricolate entro la fine del 2024. Per quanto riguarda i veicoli a metano o GPL, molte Regioni applicano una riduzione del bollo pari al 75%, con alcune eccezioni come il Trentino-Alto Adige che concede un’esenzione totale per cinque anni, seguita da una tassa ridotta.
Anche i veicoli storici beneficiano di agevolazioni significative. Le auto con più di 30 anni sono considerate d’epoca e in molte Regioni sono esentate dal bollo, a patto che non circolino su strada. Se vengono utilizzate, è prevista una tassa di circolazione annuale, il cui importo varia da Regione a Regione. Per i veicoli tra i 20 e i 30 anni, invece, è prevista una riduzione del 50% del bollo, a patto che siano muniti di un certificato di rilevanza storica, requisito fondamentale per accedere allo sconto. La Lombardia, inoltre, rappresenta un caso virtuoso, offrendo l’esenzione anche per i veicoli ventennali iscritti ai registri storici riconosciuti.
Un capitolo a parte riguarda l’esenzione per le persone con disabilità, prevista a livello nazionale ma con requisiti precisi. Non è sufficiente avere una disabilità, ma bisogna rientrare in categorie specifiche e usare il veicolo per la mobilità personale. L’esenzione si applica a un solo veicolo per disabile, con limiti di cilindrata per le auto a benzina e diesel, mentre per quelle elettriche non sono previsti limiti di potenza. Anche i familiari fiscalmente a carico della persona disabile possono usufruirne, sempre che il veicolo sia utilizzato per le esigenze della persona con disabilità. La richiesta deve essere corredata da documentazione sanitaria e certificazione di proprietà e, nella maggior parte delle Regioni, una volta concessa l’esenzione non serve rinnovarla annualmente.
In conclusione, conoscere le regole regionali sul bollo auto può significare risparmiare somme rilevanti o addirittura evitare il pagamento per anni. Per chi guida un’auto ecologica, un veicolo storico o è portatore di disabilità, informarsi sulle normative locali è fondamentale per sfruttare tutte le agevolazioni disponibili e non lasciarsi sfuggire un diritto che, oltre a sostenere l’ambiente e la storia automobilistica, tutela anche chi ha esigenze speciali.
Noemi De Noia
