Il caos che sta emergendo dai riconteggi effettuati dai comitati locali è l’ennesima dimostrazione della macchinosità e dell’inadeguatezza della legge elettorale regionale pugliese, un impianto normativo che produce incertezza, contenziosi e risultati tutt’altro che chiari e che andrebbe modificato senza ulteriori indugi. I nuovi conteggi, infatti, potrebbero restituire una fotografia profondamente diversa rispetto a quella elaborata dal sistema Eligendo all’indomani delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre scorsi, rimettendo in discussione seggi che sembravano ormai definitivamente assegnati.
Uno scenario che potrebbe portare all’ingresso in Consiglio regionale, nell’aula di via Gentile, di consiglieri uscenti e candidati per i quali la partita appariva già chiusa, alimentando confusione e disorientamento tra elettori e addetti ai lavori.
Emblematico è il caso di Lucia Parchitelli, supersuffragata e prima dei non eletti del Partito Democratico a Bari: con 23.062 voti, potrebbe rientrare a pieno titolo in Consiglio a discapito del collega di partito Giovanni Vurchio, dato per eletto nella Bat con appena 3.564 voti. Un paradosso politico e democratico che ben fotografa le distorsioni del sistema. In questo scenario, la Bat esprimerebbe soltanto due seggi – Debora Ciliento e Domenico De Santis – mentre Bari, con l’ingresso della Parchitelli, salirebbe a quota quattro dopo Paolicelli, Vaccarella e Pagano.
I riconteggi potrebbero modificare la distribuzione territoriale dei seggi anche in terra jonica, dove l’assessore uscente Gianfranco Lopane, candidato con la lista Per la Puglia ed escluso inizialmente per appena nove voti, rientrerebbe in Consiglio regionale nell’aula a guida Decaro. Un altro esempio di quanto il sistema sia appeso a meccanismi complessi e poco trasparenti.
Situazione analoga nella lista Decaro Presidente, dove il foggiano Giulio Scopato potrebbe aver festeggiato con eccessivo anticipo: secondo i nuovi calcoli, il seggio spetterebbe infatti a Francesca Bottalico.
Nemmeno il centrodestra è immune da questo effetto domino. In Fratelli d’Italia, Domenico Damascelli risulterebbe eletto al posto del collega Andrea Ferri, inizialmente attribuito alla Bat. In questo caso, il partito di Giorgia Meloni esprimerebbe a Bari due consiglieri, Damascelli e Tommaso Scatigna.
L’ultima parola spetterà ora alla Corte d’Appello, chiamata a certificare il risultato definitivo della ripartizione dei seggi. Solo allora, e non prima, potrà aprirsi la stagione dei ricorsi. Ma una cosa appare già chiara: una legge elettorale che genera simili incertezze post-voto è una legge che non funziona e che necessita di una riforma immediata, nell’interesse della chiarezza democratica e del rispetto della volontà degli elettori.
