Dopo un lungo negoziato in Europa si raggiunge l’accordo per la salvaguardia dell’ambiente, con una riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e puntando verso la neutralità climatica entro il 2050. Paesi meno green come la Polonia, la cui economia dipende soprattutto dal carbone, hanno chiesto una contropartita economica per la transizione verde delle industrie, il che ha reso difficile l’intesa e i leader Ue hanno fissato il nuovo target. Lo stallo nelle trattative con i Paesi dell’Est è stato superato grazie ad alcune concessioni sulle misure di accompagnamento.
L’obiettivo climatico sarebbe da raggiungere collettivamente, non a livello dei singoli Paesi. I dettagli dell’intesa politica dovranno essere negoziati con il Parlamento. In una diretta da Bruxelles, Giuseppe Conte ha commentato:
“Abbiamo avuto una lunga, profonda, ampia discussione sul clima, ma anche qui abbiamo raggiunto l’accordo. Per buona parte della notte abbiamo lavorato a questo, ed è la ragione per cui abbiamo finito molto tardi stamattina. Qui c’è un obiettivo fondamentale che abbiamo raggiunto, l’impegno a ridurre del 55% le emissioni rispetto al 1990 per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. È un obbiettivo a cui l’Italia tiene molto, perché siamo tra i Paesi di testa, tra i Paesi virtuosi in questo percorso. Si tratta di un importante passo se lo colleghiamo alla presidenza italiana del G20, appena iniziata, e alla responsabilità, insieme al Regno Unito, per il 2021 di gestire l’organizzazione della COP26, il più importante evento al mondo delle Nazioni unite in materia di cambiamenti climatici e ambiente”.
