Avviso di garanzia a Conte e 6 ministri dai pm di Roma

Il Premier e sei esponenti del governo sono stati indagati in seguito alle denunce. Palazzo Chigi garantisce la disponibilità alla massima collaborazione con i magistrati ma replica “notizie infondate da archiviare”.

In una nota emanata dalla Presidenza del Consiglio, si comunica la trasmissione al Tribunale dei Ministri degli atti di un procedimento nato da varie denunce provenienti da soggetti di varie parti d’Italia per i reati di epidemia, delitti colposi contro la salute, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione, attentato contro i diritti politici del cittadino (artt. 110, 438, 452 e 589, 323, 283, 294 c.p.).

Gli avvisi di garanzia sono stati emessi da parte dei pm di Roma nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza.

Da Palazzo Chigi si replica con una nota nella quale si rende noto il fatto: «La trasmissione da parte della Procura al Collegio», al tribunale dei ministri, «in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura “ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare”». Detto ciò, si precisa nel comunicato della presidenza del Consiglio, sia «il presidente del Consiglio che i ministri” si dichiarano sin d’ora «disponibili a fornire ai Magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione».

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