Veneto zona arancione, Zaia: “Altro sacrificio, subito ristori da governo”

Il Veneto in zona arancione a partire dal 10 gennaio, è “un ulteriore sacrificio che affronteremo nella speranza che si chiuda definitivamente questo triste capitolo della storia mondiale”. Così il governatore Luca Zaia, che si appella “al governo affinché provveda nell’immediatezza a predisporre adeguati ristori per coloro che hanno subito e subiranno danni dalle restrizioni, in particolar modo quelle imprese che, con le loro limitazioni o chiusure, si stanno sobbarcando una battaglia a nome della comunità tutta”.

“Per quanto riguarda il Veneto – sottolinea poi Zaia – c’è una timida flessione delle curve dei ricoveri e della pressione sulle terapie intensive in corso da tre giorni, ma in una Regione che al 6 di gennaio, ricordiamolo, aveva già fatto 20 giorni di restrizioni”. “Prendiamo atto della nuova classificazione che, come sostenuto, deve essere redatta sempre in base a un rapporto della comunità scientifica rappresentata dall’Iss. Questo è un momento cruciale, rispetto alla situazione europea -la Germania con mille morti al giorno o la Gran Bretagna con oltre 60mila contagi- noi abbiamo un paio di settimane di ritardo”, osserva ancora Zaia. “Mi appello al governo affinché provveda nell’immediatezza a predisporre adeguati ristori per coloro che hanno subito e subiranno danni dalle restrizioni, in particolar modo quelle imprese che, con le loro limitazioni o chiusure, si stanno sobbarcando una battaglia a nome della comunità tutta”, aggiunge.

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