Emiliano contestato: “Il 18 si torni in classe in sicurezza”

La scuola anti-covid di Michele Emiliano, tra ordinanze e appelli social, non va giù alle organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl scuola, Snals-Confsal e Fgu Anief, al coordinamento ‘La scuola che vogliamo’ e al comitato ‘Priorità scuola’

Sino al 15 gennaio in Puglia le lezioni degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, si svolgeranno in Ddi, Didattica digitale integrata. 

Cosa succederà da lunedì 18 gennaio dipenderà – secondo quanto riferito da Emiliano – dalle valutazioni della cabina di regia del ministero della Salute rispetto all’effettivo livello di pericolo.

Il provvedimento al quale ha fatto seguito l’appello via social a non mandare i figli a scuola, secondo Emiliano si fonda su ragioni epidemiologiche e di mitigazione del rischio di contagio. “L’evoluzione della curva dei contagi e dell’indice Rt non è chiara. Non sappiamo ancora quali effetti sui contagi ci sono dopo il periodo festivo. Inoltre, alla luce dei dati forniti dai dipartimenti di prevenzione, è evidente che il virus circola e non ha allentato la sua morsa”.

Per i sindacati “la fase di riapertura delle attività didattiche dopo le festività natalizie deve indurre il presidente di Regione a comprendere che il modello di “scuola alla carta” – che lascia solo alle famiglie la facoltà di scegliere se frequentare o no la scuola in presenza – impone alle scuole un modello di didattica mista. Tale modello, affiancando alla “didattica in presenza” la “didattica digitale integrata” espletata in modalità sincrona, sta sfiancando inutilmente il personale scolastico, sta abbassando notevolmente la qualità della formazione e dell’istruzione sia per chi sta a scuola, sia per chi è a distanza, in quanto non tiene conto delle oggettive difficoltà metodologiche che stanno ampliando le diseguaglianze cognitive, discriminando soprattutto gli studenti più fragili”.

Secondo Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals-Confsal e Fgu Anief  “tutte le ordinanze prodotte dalla Regione in questi mesi hanno posto in grave contrapposizione il diritto alla salute con quello all’istruzione. È indubbio che il diritto alla salute prevalga su quello all’istruzione, come sostiene il presidente Emiliano, ma questa priorità deve essere non competitiva bensì costruttiva e rispettosa di entrambi i diritti in una sintesi politica capace di sana e leale collaborazione. Ma così non è stato dopo che il Governo ha, incautamente, autorizzato le regioni (legge 14 luglio 2020, n. 74) a introdurre misure ulteriormente restrittive nelle more dei successivi decreti del Presidente del Consiglio.

Nel ribadire con forza che tali misure restrittive devono essere esercitate dalle regioni “esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza” constatiamo, purtroppo, che in tutte le ordinanze regionali, il ruolo delle autonomie scolastiche è stato sistematicamente ignorato perché si è pervicacemente ignorata l’importante funzione di sintesi e di supporto che i Consigli di Istituto/Circolo possono garantire – essendo presieduti proprio dai rappresentanti dei genitori e, nel secondo ciclo, anche da studenti e studentesse; si è intervenuti su questioni di natura didattica, di pertinenza esclusiva degli organi collegiali, sminuendone così ruolo e significato”.

Secondo Menga, Calienno, De Bernardo, Capacchione e Spinelli, “con appelli sui social, non si può fermare l’onda delle famiglie che, sfidando ora la sospensione della didattica in presenza, pretendono dalle scuole la didattica in presenza esattamente come accadeva, nelle settimane precedenti, alle famiglie che mantenevano liberamente i figli a casa quando, sfidando l’attivazione della didattica in presenza, pretendevano dalle scuole l’attivazione della didattica digitale. Il risultato è che oggi si è instillato nella scuola pugliese il virus della divisione e della contrapposizione tra le componenti scolastiche smantellando, nei fatti, quella alleanza tra scuola e famiglia pur citata nell’ ordinanza 1/2021 e che nel contratto collettivo nazionale è definita “comunità educante”. Adesso però non è più il tempo delle proteste: riteniamo sia giunto il momento di fare proposte concrete per mettere fine alle lacerazioni poste in essere. Le scuole si devono riaprire ma, al punto in cui siamo, dobbiamo pretendere, quale imprescindibile condizione, che siano previste assolute garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori.

Le organizzazioni sindacali hanno formulato alcune proposte: visto quanto indicato nelle premesse dell’ordinanza regionale n. 1 del 5 gennaio 2021 in merito al piano dell’assessorato alla Sanità sugli “Indirizzi operativi per la riapertura in sicurezza delle scuole nella Regione Puglia”, chiediamo la convocazione urgente di un tavolo di confronto al fine di individuare una road map nella quale si introduca nell’immediato in ogni scuola (dall’ infanzia alla secondaria di secondo grado) la figura dell’operatore sanitario Covid scolastico, e si pianifichino programmi di screening con tampone antigenico periodico del personale della scuola, possibilmente già a partire dal prossimo 18 gennaio; vengano adottate integralmente, anche in Puglia, le disposizioni del prossimo Dpcm senza alcun ulteriore provvedimento restrittivo regionale, in modo da non creare ulteriori problemi alle scuole costrette all’ennesima riorganizzazione delle attività didattiche; si costituisca un coordinamento regionale dei tavoli sui trasporti provinciali, con la partecipazione anche delle parti sociali, al fine di armonizzare l’organizzazione delle attività didattiche e il mantenimento del turno unico nel secondo ciclo; venga valorizzata l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche attribuendo alle scuole la massima facoltà di scaglionare ingressi/uscite e di decidere la riduzione fino all’azzeramento, sia pure temporaneamente, della frequenza di alunne e alunni della didattica in presenza, a causa della pandemia in corso e si inserisca il personale scolastico come prima categoria a rischio da vaccinare nella fase 2 del “Piano Strategico Nazionale”.

Le organizzazioni sindacali concludono: “Siamo certi che queste nostre proposte, qualora venissero accolte, permetterebbero sia di assicurare il diritto allo studio salvaguardando il diritto alla salute del personale scolastico, degli studenti e delle studentesse, sia di far ripartire le scuole in un clima di maggiore serenità. In alternativa non potremo aspettare oltre: in mancanza di risposte credibili e in tempi brevi attiveremo tutte le iniziative di mobilitazione consentite dalla situazione che stiamo vivendo”.“

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