Giorgia Meloni: per il Sud no misure a tempo.

Intervistata da Il Messaggero, la leader di Forza Italia parla di Meridione, fiscalità e della gestione dell’emergenza Covid19.

Per la ripartenza del Meridione, spiega, sono necessarie misure a lungo termine.

Sì a fiscalità di vantaggio al Sud, ma che siano permanenti. No a misure che durano pochi mesi, servono infrastrutture materiali e digitali. Far ripartire il Meridione sarà un enorme volano per il Settentrione.

Grande attenzione, dunque, sul Mezzogiorno che a causa del Covid-19, stando alla SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, ndr.) ha perso il 6% dei posti di lavoro contro il 3,5% del Settentrione. Ma a chi le fa notare che amministratori e imprese del Nord si sentono discriminati e accusano il governo di aiutare solo il Sud con il decreto agosto risponde:

Le imprese del nord hanno pagato un prezzo altissimo al Covid e quelle del Mezzogiorno lo hanno pagato ad un lockdown generalizzato che, numeri alla mano, si sarebbe potuto evitare. Una fiscalità di vantaggio per il Sud è sicuramente necessaria ma deve essere resa permanente e non durare pochi mesi. E soprattutto deve essere accompagnata da ingenti investimenti in infrastrutture materiali e digitali: alta velocità, autostrade, porti e interporti. E banda larga fino nelle aree interne.

E sul “famoso” divario tra Nord e Sud aggiunge:

Il divario Nord-Sud ha assunto dimensioni inaccettabili non solo dal punto di vista sociale e dell’unità Nazionale ma soprattutto dal punto di vista di equilibrio economico-nazionale. Avere ampie zone del territorio sempre più povere, deindustrializzate e con scarse possibilità occupazionali diventa un enorme problema. […] Reputo sbagliato parlare di questione meridionale o questione settentrionale, bisogna parlare di una questione nazionale e di una visione complessiva che permetta a l’Italia intera di riprendere la sua fase di crescita e prosperità.

E come pensa di risolvere questo problema?

Pensare che la scarsa attrattività del Sud per chi fa impresa si risolva con qualche mese di sgravi è un insulto all’intelligenza. […] FdI, da sempre, sostiene un imponente piano di ammodernamento infrastrutturale del Sud e politiche serie occupazionali al posto delle inutili politiche assistenziali care alla sinistra e al M5S. […] Nel bilancio di lungo termine della Ue 2021-2027 l’Italia è per la prima volta inserita tra gli Stati membri che hanno un reddito pro capite inferiore a quello della media Ue. Siamo passati dall’essere una nazione ricca europea a uno Stato più; povero della media Ue. Questo è un dato clamoroso che credo sia stato non sufficientemente attenzionato. Far ripartire il Sud rappresenterebbe un enorme volano anche per le attività produttive del Nord Italia.

La leader di Fratelli di Italia ne ha anche sulla gestione della pandemia da parte del Governo Conte. Il Cts ha infatti rivelato che non ci sarebbe stato bisogno di estendere il lockdown e la zona rossa a tutto il Paese se Regione Lombardia e governo avessero provveduto per tempo a sigillare le zone rosse del Nord. Le conseguenze economiche e sociali di questo gesto sono sotto gli occhi di tutti e ben lontane dall’esaurirsi.

I tecnici fanno i tecnici, ma spetta alla politica decidere. La cosa surreale è che il governo si è coperto dietro ai pareri del Comitato per giustificare tutta una serie di scelte discutibili ma nel caso della zona rossa nella Bergamasca e poi del lockdown nazionale ha scelto scientemente di fare il contrario. […] Di fronte a una catastrofe epocale, che ha causato più di 35mila morti e danni al’economia per centinaia di miliardi, è giusto fare la massima chiarezza. Nessuno vuole mettere sul banco degli imputati in modo pretestuoso Conte e il governo ma credo che sia utile per tutti e per il nostro sistema democratico che si sappia bene il perché di determinate scelte. La questione non è se si siano o no commessi degli errori – perché questo può succedere a chiunque governi e a maggior ragione a chi debba fronteggiare una situazione totalmente nuova – ma se si siano prese delle scelte per ragioni diverse dal perseguimento dell’interesse generale. Fin dall’inizio della pandemia abbiamo denunciato come il governo sembrasse vedere, nel Covid, non solo un nemico da debellare ma anche una opportunità per rafforzarsi. E la proroga dello stato di emergenza votata due settimane fa, senza che vi siano evidenze scientifiche che giustifichino questa scelta, lo dimostra ancora una volta. Per questo continueremo a batterci per avere tutta la verità, e per inchiodare il governo alle sue responsabilità.

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