Sospensione contributi Decreto Ristori novembre 2020

Tra le misure di sostegno alle imprese istituite dal recente decreto Ristori c’è la sospensione dei termini di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali INPS e INAIL  dovuti per la competenza del mese di novembre 2020” per le aziende interessate dalle restrizioni ed elencate in una apposita tabella allegata al Decreto.

In sintesi si tratta di: 

  • taxi noleggio di autovetture  conducente – Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie 
  • Alberghi ,Villaggi turistici, Ostelli della gioventù Rifugi di montagna bed and breakfast, Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 
  •  Ristorazione con somministrazione, Gelaterie e pasticcerie, Catering per eventi,Bar e altri esercizi simili senza cucina 
  • Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi , cinematografici Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli, biglietteria
  • Agenzie viaggi, attività delle guide e degli accompagnatori turistici ,Organizzazione di convegni e fiere 
  • Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche 
  • Gestione di stadi piscine impianti sportivi polivalenti , palestre 
  • Parchi di divertimento e parchi tematici Discoteche, sale da ballo night-club 
  • Sale giochi e biliardi 
  • organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi 
  • stabilimenti termali

La norma prevede poi il versamento senza interessi né sanzioni, in un unica rata  entro il 16 marzo 2021 oppure anche in 4 rate sempre a partire dal 16 marzo 2021

La formulazione letterale della norma riportata sopra  è piuttosto chiara, e si  riferisce agli importi  da evidenziare  nel flusso di Uiemens di novembre , con scadenza di versamento  nel mese successivo , entro il prossimo 16 dicembre. La dicitura  è riferita al periodo di paga. Da sempre infatti nei documenti di prassi  l’INPS identifica cosi i contributi calcolati per quel mese e versati nel mese successivo.

 Alcuni intermediari hanno pero obiettato  avanzando l’ipotesi che la sospensione si riferisca alla scadenza del 16 novembre in quanto ciò consentirebbe un maggiore risparmio per le aziende . In novembre infatti con ogni probabilità queste  imprese chiuse o con attività ridotta dovranno fare ricorso alla cassa integrazione, con importi previdenziali da versare molto inferiori.

Ancora una volta potrebbe essere utile un ulteriore chiarimento da parte dell’istituto previdenziale , che si spera giunga con la giusta celerità visto che la scadenza del 16 novembre è piuttosto vicina.

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