Osservatorio Enti Pubblici – anno 2019
L’Osservatorio riporta informazioni sugli enti di appartenenza dei dipendenti pubblici assicurati presso l’INPS, presentando il numero di enti e il relativo numero di dipendenti in ciascun mese dell’anno. Il lavoratore deve avere avuto almeno una giornata retribuita e se ha avuto, all’interno del settore pubblico, più di un rapporto di lavoro nello stesso mese, viene contato una sola volta.
Nei grafici delle “Statistiche in breve” viene riportata la natura giuridica degli enti, da cui si desume che la stragrande maggioranza degli enti pubblici è rappresentata dalla categoria “Regione e autonomia locale” e che rappresenta più dei tre quarti del totale degli enti di diritto pubblico.
L’analisi territoriale evidenzia come la maggior parte degli enti sia collocata al Nord ed in particolare nel quadrante ovest (circa il 37%). Nel 2019 abbiamo in Italia 10.342 Enti di Diritto Pubblico di cui ben 3.662 nel Nord ovest, 2.082 nel Nord est, 1.478 al Centro, 2.142 nel Sud e 978 nelle Isole.
Un altro aspetto risultante dall’analisi è la concentrazione al Centro-Nord del numero di enti di diritto pubblico rispetto agli enti di diritto privato. Inoltre, gli enti di diritto pubblico risultano essere dalle 3 alle 4 volte il numero di enti di diritto privato, proporzione che diventa di 7 volte al Sud e nelle Isole si arriva ad avere per ogni ente di diritto privato fino a 16 enti di diritto pubblico.
Inoltre, per il quinquennio 2015-2019, si rileva che circa l’80% degli enti che impiegano dipendenti pubblici ha meno di 50 dipendenti e che gli enti con oltre 250 dipendenti, pari a 5,3% del totale, comprendono quasi il 92% dei monti retributivi totali.
Crescono i lavoratori dipendenti privati nel 2019, il 74,9% è a tempo indeterminato. In calo il tempo determinato
Nel 2019 i lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e lavoratori domestici) con almeno una giornata retribuita nell’anno sono stati 15.948.517 (+1,5% rispetto al 2018), con una retribuzione media di 21.965 euro e una media di 243 giornate retribuite.
Prevalgono gli operai (8.839.335) che rappresentano il 55,4% del totale, contro il 36,4% degli impiegati, il 4,2% degli apprendisti il 3,0% dei quadri e lo 0,8% dei dirigenti.
La classe di età più rappresentata è quella tra i 45 e i 49 anni con 2.229.875 (14,0% sul totale), seguita da quella tra 40 e 44 anni con 2.134.714 lavoratori (13,4%). Gli uomini rappresentano il 57,5% della distribuzione per genere.
La retribuzione media nel 2019, pari 21.965 euro nel complesso, risulta molto differenziata sia per età sia per genere: aumenta al crescere dell’età fino alla classe 55-59, ed è più alta per gli uomini (media di 25.288 euro contro 17.466 euro per le donne). Il differenziale per età è connesso alla presenza di lavoro stagionale o a termine tra i più giovani, mentre quello per genere sembrerebbe più correlato alla maggior presenza di lavoro part time tra le donne.
Il 74,9% dei lavoratori (11.948.992) ha un contratto a tempo indeterminato, con un incremento del 3,5% (400mila unità) rispetto al 2018 e una retribuzione media annua di 26.269 euro e 278 giornate medie retribuite.
Rispetto al 2018, aumentano anche i lavoratori stagionali (+18,4%, +83mila unità) e diminuisco quelli con contratto a tempo determinato (-6,7%, -248mila unità).
Quasi un terzo dei dipendenti (32%) lavora nelle regioni del Nord-Ovest; segue il Nord-Est con il 23,8%, il Centro (20,9%), il Sud (16,4%) e le Isole (6,9%), mentre lo 0,1% lavora all’estero.
La maggior parte dei lavoratori è occupata nel settore manifatturiero (24,3%); seguono il commercio (15%), servizi di alloggio e ristorazione (11,2%), noleggio, agenzie di viaggio, supporto alle imprese (11,6%).
Il 9,7% dei lavoratori dipendenti è cittadino extracomunitario.
Per quanto riguarda le retribuzioni medie, sono più elevate al Nord: 25.811 euro per il NO e 23.168 per il NE. Il settore delle attività finanziarie e assicurative presenta il valore più elevato per quanto riguarda le retribuzioni medie (48.906 euro).
Il 71% circa dei lavoratori dipendenti (9.453.565) è impiegato a tempo pieno. La principale forma di lavoro a tempo parziale è il part-time orizzontale, che nel 2019 ha interessato in media 3.411.676 lavoratori (+1,9% rispetto al 2018); seguono il PT verticale (163.314) e PT misto (281.505). La composizione di genere del part-time è risulta essere prevalentemente femminile: nelle tre forme, orizzontale, verticale e misto le donne rappresentano rispettivamente il 66,6%, il 65,0% e il 70,0%.
Lavoratori intermittenti +8,5% nel 2019, il 26% ha meno di 24 anni
Nel 2019 i lavoratori dipendenti intermittenti sono stati 668.624 (+8,5% rispetto al 2018), di cui i due terzi collocati nelle regioni del Nord, anche se Sud e Isole presentano il maggior incremento rispetto al 2018 (rispettivamente +12,2% e +12,3%): il 33,6% lavora nel Nord-Est, il 33,4% nel Nord-Ovest, il 21,0% al Centro, il 9,4% al Sud e il 2,7% nelle Isole.
La classe di età più rappresentata è quella tra i 20 e i 24 anni con 173.840 unità (il 26,0% del totale), e nella distribuzione di genere i lavoratori maschi rappresentano il 47,9%.
La retribuzione media annua, pari a 2.252 euro nel complesso, aumenta con l’età e risulta poco differenziata per genere: la classe con la retribuzione media più elevata è quella tra i 60 e i 64 anni, con 3.421 euro.
Il 56,1% è occupato nei servizi di alloggio e ristorazione, mentre il 10,2% lavora nel settore del noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese.
Lavoratori dipendenti in somministrazione in calo del 4,4% nel 2019, il 69% sta al Nord
Nel 2019 i lavoratori in somministrazione con almeno una giornata retribuita nell’anno risultano pari a 816.542 (-4,4% rispetto al 2018).
La retribuzione annua è stata di 8.785 euro, con un numero medio di giornate retribuite pari a 123. Il 75,5% del totale (616.468 unità) è rappresentato da operai, contro il 22,3% di impiegati e il 2,2% per altre qualifiche.
La classe di età prevalente è quella tra i 20 e i 24 anni con 161.227 lavoratori (19,7% sul totale) e i lavoratori maschi rappresentano il 59,2% della distribuzione per genere.
La retribuzione media annua nel 2019, pari a 8.785 euro, risulta più alta per il genere maschile (9. 919 euro contro 7.141 euro per le donne).
I lavoratori con almeno un rapporto di lavoro part-time nel 2019 sono stati 305.968, il 37,5% del totale, in maggioranza donne (56,9%).
Il 69,0% lavora nelle regioni del Nord; segue il Centro (17,7%), il Sud (10,0%) e le Isole (3,3%).
Osservatorio Lavoratori Pubblici – 2019
Nel 2019 il numero di lavoratori pubblici con almeno una giornata retribuita nell’anno è pari a 3.587.775 (+0,1% rispetto al 2018), con una retribuzione media di 32.696 euro e una media di 286 giornate retribuite.
Il gruppo contrattuale più numeroso è quello della Scuola con il 37,6% dei lavoratori, seguito dal Servizio Sanitario con il 19,1%, dalle Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) con il 16,4% e dalle Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco con il 14,4%.
Gli unici gruppi contrattuali a registrare nel 2019 una variazione positiva rispetto al 2018 risultano Scuola (+1,9%), Università ed enti di ricerca (+1,8%) e Servizio sanitario (+0,2%), mentre tutti gli altri gruppi hanno registrato variazioni negative.
Analizzando i dati riguardanti la struttura per età emerge che, nel 2019, la classe di età più consistente è quella tra i 55 e i 59 anni con 682.541 lavoratori (19% sul totale). L’81,8% della collettività ha età maggiore di 40 anni.
Riguardo al genere, i lavoratori maschi rappresentano il 41% della distribuzione nel complesso; sempre rispetto alle classi di età si osserva che solo nelle classi dei più giovani, fino a 24 anni, i maschi sono prevalenti con quote oltre il 63%.
Rispetto alla distribuzione dei lavoratori per area geografica, nel 2019 il 23,8% dei lavoratori pubblici lavora nel Centro, seguono le regioni del Nord-ovest (23,1%), il Sud (21,7%), il Nord-est con il 19,9% e le Isole (11,5%).
Nel 2019 la quota di lavoratori pubblici con contratto a tempo determinato è stata pari al 10,1% del totale, in crescita rispetto a quella registrata nel 2018 (9,4%). Analizzando la variazione dei lavoratori pubblici nel 2019 rispetto al 2018 osserviamo che i lavoratori a tempo determinato sono aumentati del 7,3% mentre quelli a tempo indeterminato sono diminuiti dell’1,1%.
Nel 2019 il numero medio di lavoratori pubblici con un orario di lavoro a tempo pieno è stato di 3.084.039, pari al 93,0% del numero medio dei lavoratori, stessa incidenza dell’anno precedente.
Infine, la principale forma di lavoro a tempo parziale è il part-time orizzontale che nel 2019 ha raggiunto la cifra di 184.285 lavoratori medi, con un leggero incremento rispetto all’anno precedente pari allo 0,3%. Molto più bassi sono i livelli del part-time verticale con 40.958 lavoratori medi nel 2019 e del part-time di tipo misto (orizzontale e verticale) con 6.638 lavoratori medi.
