Ristori, altri 7 miliardi sul tavolo di governo

Il governo si appresta a varare una nuova richiesta di scostamento di bilancio per il 2020 da circa 7 miliardi che servirà a rafforzare le misure di ristoro già messe in campo per le imprese colpite dalle restrizioni anti-Covid e per finanziare ulteriori interventi che potrebbero rendersi necessari, come ad esempio un nuovo rinvio delle scadenze fiscali. Oggi in Cdm dovrebbe approdare una nuova Relazione al Parlamento con una richiesta di extradeficit, che va ad aggiungersi ai 100,3 miliardi già autorizzati finora per fronteggiare l’emergenza.

Il nuovo scostamento, ha spiegato il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, “potrebbe essere attorno a 7 miliardi di euro, che andrebbero a rifinanziare i due decreti Ristori che hanno previsto misure per le attività direttamente coinvolte dalle misure restrittive e in parte a finanziare ulteriori misure. E’ evidente – ha aggiunto – che se nuove regioni diventano zone rosse questo comporta la necessità di ulteriori misure di sostegno”.

La tabella di marcia del governo dovrebbe prevedere quindi un terzo decreto ristori da circa 1,3 miliardi, che potrebbe ricevere il via libera già domani, finanziato con i risparmi rimasti sul piatto (i primi due decreti erano stati finanziati per 4,9 miliardi con maggior deficit e circa 2,8 tramite risorse sotto-utilizzate nei provvedimenti passati), un decreto quater a seguire nei primi giorni di dicembre e un quinto provvedimento all’inizio del prossimo anno da finanziare con un nuovo scostamento di bilancio da circa 20 miliardi a valere sul 2021 che servirà per traguardare l’uscita dalla pandemia, sostenere la ripartenza delle filiere colpite, una sorta di manovra bis.  

Il terzo decreto Ristori vale circa 1,3 miliardi e fa fronte solo alle restrizioni adottate ad oggi ma se tutte le regioni diventeranno zona rossa, viene spiegato, serviranno circa 3 miliardi. Risorse in più che potrebbero arrivare appunto dallo scostamento da 7 miliardi che le Camere voteranno mercoledì prossimo. Il dl ter, come il successivo, dovrebbe essere assorbito sotto forma di emendamento governativo ai primi due già accorpati al Senato e dovrebbe ampliare la platea dei beneficiari dei sostegni messi in campo con i primi due provvedimenti allungando la lista dei codici Ateco.

Nel decreto ter il premier Giuseppe Conte si è impegnato a inserire anche una norma che consenta ai sindaci di anticipare le risorse per le esigenze alimentari, somme che saranno restituite nel 2021. 
Il margine dei 7 miliardi che il governo si appresta a incassare domani servirà anche come dote per finanziare le modifiche parlamentari e per avere spazi di manovra nel confronto con le opposizioni. 

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