Di Maio: “Mi hanno offerto due volte il ruolo da Premier, ma resto agli Esteri”

Luigi Di Maio, in merito alle discussioni che attualmente infiammano il Governo, barcollante su una ipotetica crisi imminente, ha raccontato a Rai 1: “Deve prevalere la responsabilità. Stiamo affrontando la peggiore situazione dal dopoguerra ad oggi”. Per questo il Governo ha “la responsabilità di andare avanti – ha insistito Di Maio – Abbiamo di fronte mesi cruciali in cui ci giochiamo l’Italia dei prossimi 10 anni” .

Di Maio si è detto ottimista rispetto alla crisi di Governo. E su un rimpasto, che sembra sempre più probabile se si vuole andare avanti con Conte a Palazzo Chigi, l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle ha avvisato: “Se il dibattito lo spostiamo sul fantaministri otterremo solo di allontanarci dagli italiani”. E quanto al suo ruolo: “Io sto facendo il ministro degli Esteri, come forza politica non badiamo ai ruoli, a me hanno offerto due volte di fare il premier”. Si lavora “in squadra”.

Sul tema vaccino, Di Maio ha spiegato che l’Italia è in “due programmi importanti: Pfizer e AstraZeneca”. L’autorizzazione dell’Ema “è imminente”. In più “si è conclusa anche la fase di sperimentazione del vaccino italiano”. E sulla polemica sul ritardo delle vaccinazioni, il ministro degli Esteri ha difeso l’operato del Governo e del Commissario straordinario: “Basiamoci sui dati, siamo i secondi in Europa dopo la Germania per numero di vaccinati”. Ciò non toglie che “dobbiamo accelerare sempre più per somministrarlo il prima possibile, il piano di vaccinazione durerà per tutto il 2021”.

Nei giorni in cui si discute tanto del nuovo decreto che stabilisce le misure restrittive dopo l’Epifania, Di Maio ha spiegato: “Il sistema a fasce per le Regioni consente a quelle che stanno meglio di dare ai propri cittadini un minimo di vita sociale”. Le considerazioni sulle decisioni prese dal Governo, vanno contestualizzate: “L’Europa è nella seconda ondata e anche Germania e Gran Bretagna sono in lockdown – ha commentato il ministro – abbiamo concepito questo sistema per permettere il più possibile ai cittadini di godere delle loro libertà”.

Sulla scuola, con la riapertura slittata, Di Maio ha portato avanti la linea del Movimento 5 Stelle: “Azzolina era pronta ad aprire già il 7, ma ieri ci è stato riferito che alcune Regioni non erano pronte e ci hanno detto che l’11 era una data giusta”. Il ministro degli Esteri ha anche ricordato che “tra pochi mesi è un anno che abbiamo dichiarato il primo lockdown” e “in alcune Regioni i ragazzi non hanno mai incontrato i compagni di classe se non con le videoconferenze”. Per questo la linea dei grillini è “farle ripartire il prima possibile”. Il Governo ha messo a disposizione dei territori “un pacchetto che unisse trasporti e attività scolastica”, ha spiegato Di Maio, ma se “alcune Regioni non sono ancora pronte, diamo loro qualche altro giorno”.

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