Effetto Covid: Partite Iva diminuite del 14,8% nel 2020

Partite IVA, l’effetto Covid si fa sentire: il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato i dati dell’Osservatorio raccolti nel corso del 2020. Rispetto al 2019, analizzando i risultati, le nuove partite IVA aperte in Italia – in totale si parla di 464.700 – sono calate del 14,8% a causa dell’emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda, invece, la chiusura delle partite IVA attive, nel 2020 è stato registrato un numero inferiore rispetto al 2019: sono state 320.435 le chiusure dello scorso anno rispetto alle 427.623 riscontrate nel corso del 2019 (con una diminuzione consistente del 25%).

Vediamo nel dettaglio come si differenziano le percentuali di nuove partite IVA nel 2020 a livello territoriale e quali sono i soggetti che hanno aperto il maggior numero di partite IVA nel 2020 rispetto al 2019.

Nel 2020 sono state aperte in totale 464.700 partite IVA, ovvero il 14,8% in meno rispetto al 2019. Inoltre, come ha descritto il MEF nel comunicato stampa dell’11 febbraio, pare che a preferire questo regime siano stati i non residenti (+42,9%): un dato che descrive perfettamente l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che giustifica il fatto di preferire gli acquisti online anziché quelli effettuati nelle sedi fisiche dei negozi.

Guardando alla natura giuridica, possiamo classificare questi dati sulla base di chi ha aperto la partita IVA nel 2020 rispetto ai dati del 2019:

  • il 72,2% delle partite IVA è stato aperto da persone fisiche (-15,7% rispetto al 2019);
  • il 21% delle partite IVA è stato aperto da società di capitali (-16,3% rispetto al 2019);
  • il 3,4% delle partite IVA è stato aperto da società di persone (-19,5% rispetto al 2019).

Infine, per quanto riguarda il regime forfettario – che rappresenta il 46,4% delle nuove aperture -, i numeri sono altrettanto importanti: nel 2020 gli aderenti sono stati 215.563, ovvero il 18% in meno rispetto al 2019.

Per quanto riguarda la ripartizione di apertura delle nuove partite IVA in base al sesso, si può notare un dato pressoché stabile nel 2020 rispetto al 2019: lo scorso anno il 62,7% di aperture è avvenuto da parte di individui di sesso maschile.

In base all’età, invece, la riduzione è tanto più forte quanto maggiore è l’età: nel 2020, il 48% delle nuove partite IVA è stato aperto da giovani under 35 (-10% rispetto al 2019) e il 31% da soggetti nella classe 36-50 anni (in calo del 25,3% rispetto al 2019).

Tutte le Regioni italiane hanno mostrato un calo di aperture di nuove partite IVA: i maggiori cali sono stati registrati nelle Marche (-19%), in Liguria (-18,7%) e Toscana (-17,6%), mentre il calo il più contenuto è stato registrato in Veneto (-5,3%).

Al Nord è stato registrato il 44% delle nuove partite IVA, al Centro è stato registrato il 21,4% e al Sud e nelle Isole il 34,1%.

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