Il Partito Democratico ci tiene a marcare la distanza rispetto alla misura che ha introdotto un condono fiscale (che la destra preferisce chiamare “pace fiscale”), voluto dalla Lega e da Forza Italia.
Una misura che aveva creato non poche tensioni, tanto da far slittare di alcune ore la presentazione del decreto sostegni all’opinione pubblica.
“Se è un condono? Certo che è un condono”, aveva risposto a domanda il presidente del Consiglio Mario Draghi, lì presente anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando.
E quest’ultimo, a nome del PD, sottolinea ancora una volta che loro sono storicamente contrari “a misure di condono, come lo ha definito il presidente Draghi. Ma c’è anche una questione di opportunità: di fronte ai limiti dati dallo scostamento di bilancio bisognerebbe usare i soldi per aiutare chi ha subito danni dal Covid”, ha affermato il ministro dem Orlando intervistato da La Repubblica.
E ad aver subito danni sono “le imprese che avranno dei ristori tutto sommato al di sotto del necessario – piuttosto che chi ha aperto un contenzioso dieci anni fa”.
In poche parole, Orlando sembra voler dire che se le imprese hanno ricevuto meno in termini di aiuti per i danni ricevuti dalle chiusure, è perché c’è chi nel governo ha preferito dare fondi alla “pace fiscale”.
I fondi per il condono non sono pochi, se si pensa che si potranno stralciare cartelle esattoriali fino a 5 mila euro.
Orlando parla anche dell’alleato M5S e circa la loro posizione favorevole ai condoni fiscali, il ministro ha affermato:
“So che si tratta di una loro posizione storica, ma quest’alleanza deve favorire un’evoluzione, in parte già avvenuta, e in quest’evoluzione, mi auguro si possa convergere su un punto: un conto è il fisco amico, un altro è indebolire la fedeltà fiscale”.
