Bonus baby-sitter per gli autonomi

Tra le categorie di lavoratori che potranno beneficiare del bonus baby sitter rientrano anche gli autonomi, quindi artigiani e commercianti, imprenditori e liberi professionisti. È il cosiddetto «decreto Pasqua», il primo dell’era di Mario Draghi alla presidenza del Consiglio, messo nero su bianco, all’articolo 2, comma 6. Il provvedimento è stato pubblicato sabato scorso sulla Gazzetta Ufficiale.

Il bonus baby sitter è un contributo che ammonta a cento euro settimanali, da spendere per avere un aiuto in casa con i figli: una tata che si occupi dei propri bambini/ragazzi, mentre si è al lavoro.

Gli aventi diritto possono beneficiarne nel periodo di sospensione dell’attività scolastica in presenza (dunque, durante le settimane di didattica a distanza imposte dalle restrizioni anticontagio) o se i propri bambini/ragazzi, purché under 14, hanno contratto il Coronavirus e devono restare a casa in quarantena, o anche se sono tenuti all’isolamento domiciliare in quanto contatti di positivi al Covid. L’indennità può essere spesa fino al 30 giugno 2021.

L’agevolazione è incompatibile con il bonus asilo nido. Possono ottenerla entrambi i genitori, ma alternativamente. Inoltre, se ne può usufruire solo nel caso in cui l’altro genitore non acceda ad altre tutele o al congedo parentale.

Per esempio: se un genitore lavora da casa, sta usando il congedo parentale, non sta lavorando affatto o sta scontando un periodo di sospensione dal suo incarico lavorativo, l’altro non potrà avere il bonus baby-sitter (ma neanche il congedo e il lavoro agile). A meno che non abbia anche altri figli under 14 avuti da altri soggetti che non stanno usufruendo delle suddette agevolazioni.

Oltre agli autonomi, hanno diritto a richiedere il bonus per servizi di baby-sitting anche le seguenti categorie:

  • lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps);
  • i lavoratori del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza sanitaria da Coronavirus;
  • i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari.

Il bonus baby-sitter viene erogato attraverso il libretto famiglia oppure direttamente al genitore che ne ha fatto richiesta per l’iscrizione del figlio ai centri estivi o per servizi integrativi per l’infanzia, servizi socio-educativi territoriali, centri con funzione educativa e ricreativa e servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.

L’erogazione del bonus ai lavoratori autonomi che non sono iscritti all’Inps avviene soltanto una volta comunicato il numero dei beneficiari dalle casse previdenziali.

Il pacchetto di risorse stanziate per venire incontro ai lavoratori, autonomi e non, che hanno difficoltà a conciliare la vita privata con il lavoro a causa dell’emergenza Coronavirus, ammonta a 290 milioni di euro.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print