Napolitano vince la causa per diffamazione contro Sallusti. Ira di Feltri: “Assurda vicenda”

Come si legge dall’articolo di Secolo d’Italia, l’ex Capo di Stato Giorgio Napolitano ha fatto sapere tramite una nota della sua segreteria, della vittoria ottenuta in tribunale contro il giornalista Alessandro Sallusti per diffamazione a mezzo stampa, direttore del Giornale. “In particolare, il Tribunale ha affermato che nei titoli e negli articoli riportati ‘il Sallusti si riferisce reiteratamente al senatore Napolitano utilizzando oltre ad espressioni ed accostamenti suggestivi, allusivi ed insinuanti, termini quali trame, golpe, complotto, alto tradimento che travalicando il limite della continenza e correttezza espressiva si traducono in un attacco alla persona e alla dignità dell’ex Capo dello Stato che integra gli estremi della diffamazione e, segnatamente, dato il mezzo usato, della diffamazione a mezzo stampa, ovvero di un illecito civile e penale’”. Il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, annuncia che “come preannunciato nell’atto di citazione, l’ammontare del risarcimento del danno -prosegue la nota- sarà integralmente devoluto in beneficenza”.

“Ci risiamo con una condanna penale inflitta a un giornalista il quale avrebbe diffamato l’ ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Roba vecchia in ogni senso. Il collega punito dal tribunale di Roma è Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, sul quale uscirono a suo tempo degli articoli critici contro il Capo dello Stato”, attacca oggi il direttore di Libero, Vittorio Feltri, nel suo editoriale.  “La sentenza parla di illecito civile e penale. E qui risiede la assurdità di tutta la vicenda. Perché solamente in questo Paese di politici dalla mentalità antiquata, direi fascista in senso spregiativo, chi diffama qualcuno rischia la galera. In altre nazioni democratiche ed evolute, chi offende al massimo riceve una pena pecuniaria. Come accade per gli incidenti stradali. Tu se mi rompi la macchina mi risarcisci i danni, ma non vai in prigione. Solo dalle nostre parti, dove le istituzioni fanno ribrezzo, un giornalista è trattato come un criminale da incarcerare. Tutto questo è incivile. Tanto è vero che non c’ è un partito che proponga la modifica delle legge”.

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