Arrivano a diecimila le “sedute didattiche innovative” mai consegnate e che ora prendono la polvere in un magazzino di Pomezia. Ce ne sono poi novemila nei depositi dei plessi del Veneto, consegnate dalla struttura commissariale ma rimesse nel cellophane e accantonate. Alcuni alunni che le hanno provate lamentano dolori alla schiena e le trovano scomode. Negli uffici di viale Trastevere – si legge sempre su Repubblica – circola una stima che dà la dimensione del fallimento: il 50 per cento delle sedute con rotelle comprate come misura anti-Covid non è stato utilizzato.
I banchi a rotelle li ha voluti l’allora ministra Azzolina. A suggerire ad Azzolina una seconda strada è stato l’ex sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. I due condividono la militanza nel Movimento 5 Stelle. Giuliano – scrive Repubblica – è l’esempio a cui Azzolina si è ispirata. L’allora commissario straordinario Arcuri ebbe il compito di reperire sul mercato i monoposto. A luglio Azzolina ha comunicato ad Arcuri di acquistare 2,4 milioni di banchi, tra cui 434.344 con le rotelle. E di consegnarli in tempo per la prima campanella.
Intanto le classi sono state vuote per mesi. Tanto che Mariastella Gelmini annuncia con tanto di trombe: «Ci sarà un confronto con le Regioni in settimana per ribadire il rispetto rigoroso dei protocolli nelle scuole. Ma anche nei mezzi pubblici». Meglio tardi che mai, finalmente si capisce che il problema è soprattutto quello degli autobus, delle metro e dei tram. È lì che il rischio contagi aumenta, anche perché a scuola non si va con i banchi a rotelle.
Marcello Gemmato, di Fratelli d’Italia, ha così commentato sui social:
“I banchi a rotelle? La metà inutilizzati, spesi 100 milioni di euro. Anche per questo non siamo al governo con loro”.
