Sangalli (Confcommercio): imprese in crisi di liquidità, 40 mila a rischio usura

“Le aperture per le sole attività all’aperto rischiano di penalizzare almeno la metà delle imprese che non possono usufruire di questa possibilità. E va detto che è anche una doppia penalizzazione per le imprese dei pubblici esercizi della montagna, considerate le stesse condizioni climatiche”. A sottolinearlo è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!”, cui ha partecipato anche il ministro dell’interno Luciana Lamorgese. Confcommercio chiede, quindi “due ulteriori accorgimenti: da una parte, favorire una sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni locali nel permettere di utilizzare nuovi spazi pubblici, così da assicurare maggiore vivibilità delle nostre città e territori; dall`altra parte, sarebbe importante anticipare prima possibile le aperture anche all`interno, con distanziamento e protocolli di sicurezza. Perché l`emergenza economica non è alle spalle”, ha concluso Sangalli.
Secondo Sangalli, “dal 2019 ad oggi sono ad immediato e grave rischio di usura circa 40.000 imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio”. “Nel 2020, le imprese del commercio, alloggio e ristorazione hanno subito una drammatica riduzione del volume di affari e oltre un terzo si è trovato stretto in un combinato disposto pericolosissimo, cioè la mancanza di liquidità combinata con una difficoltà sostanziale di accesso al credito”, ha aggiunto Sangalli sottolineando che “per questo motivo senza sosta in questi mesi abbiamo chiesto non solo indennizzi adeguati e tempestivi, ma anche moratorie fiscali e creditizie ampie ed inclusive, la sospensione e la rateizzazione degli impegni fiscali e possibilita’ piu’ ampie di accesso al credito”. “L’usura rimane un reato che fatica ancora ad essere denunciato. L’abbiamo sempre ripetuto: denunciare si deve perche’ è un dovere morale e giuridico, ma sappiamo anche che a frenare la propensione a denunciare e’ la paura di ritorsioni e, soprattutto, la percezione di essere soli.
Noi dobbiamo far sentire agli imprenditori che denunciare non solo si deve, ma anche si può, perche’ non si è soli davanti alle minacce della criminalita'”, ha concluso il presidente di Confcommercio sottolineando che “c’è bisogno di presenza, di controlli, di vicinanza. C`e’ bisogno di rilanciare l`economia e di dare nuova speranza a famiglie e imprese. Dobbiamo riaccendere la speranza di imprese e imprenditori”.
“I dati raccolti da Confcommercio Roma sul rischio usura confermano le proiezioni fatte la scorsa primavera dall’Ambulatorio Antiusura e prefigurano uno scenario drammatico”, ha denunciato Luigi Ciatti, presidente dell’Ambulatorio Antiusura all’indagine di Confcommercio. “Il dato economico ci dice che il 73% delle imprese del commercio, della ricettività e dei pubblici esercizi con meno di 10 addetti ha chiuso il 2020 in perdita o forte perdita, il 62% ha avuto problemi di liquidità e il 30% sta valutando la chiusura definitiva dell’attività. È la fotografica di un settore sovra-indebitato, di licenziamenti, di posti di lavoro a rischio, l’ambiente ideale per penetrazioni criminali e per l’usura. Chi valuta la chiusura – il 30% degli intervistati – potrebbe essere costretto non solo a vendere la sua attività, il sogno di una vita, a prezzi molto al di sotto del mercato; pronta ad approfittare di questa situazione è la malavita organizzata che, come denunciamo da tempo, potrebbe acquistare questi negozi e riaprirli in futuro, creando un “franchising criminale” utile a ripulire denaro sporco. Per questo motivo, l’Osservatorio Covid creato con Confcommercio Roma per monitorare questa situazione è fondamentale nella lotta al fenomeno. La pressione della criminalità viene percepita quasi dalla metà delle microimprese mentre sta crescendo la consapevolezza che l’usura è attiva sul territorio. La pandemia ha alimentato la malavita che sta diventando una tra le prime realtà economiche del paese, illegale ma concreta. Dall’indagine emergono due dati sui quali bisogna lavorare. La gente (42%) ha capito che è fondamentale attivarsi per convincere amici vittime di usurai a denunciare. Dall’altra parte, il 32% delle aziende intervistate si sente sola. Nell’ultimo anno, grazie ai Fondi del MEF e a quelli della Regione Lazio, l’Ambulatorio Antiusura ha contribuito a ridurre questa percentuale, prima più alta, ma bisogna insistere per rafforzare la presenza sul territorio e dare sicurezza al commercio romano. Con Confcommercio possiamo sicuramente rafforzare questa attività, facendo prevenzione, informazione e portando la gente a denunciare perché chi si rivolge alle Istituzioni vince sempre”.

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