La presidenza del Copasir spetta a Fratelli d’Italia, ma tutto ancora tace in modo imbarazzante

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, denuncia ancora il grave silenzio sulla presidenza del Copasir, che spetta di diritto al partito di Giorgia Meloni. «È grave il silenzio che aleggia a tutti i livelli politici ed istituzionali a due giorni dalla lettera appello di 40 costituzionalisti ai presidenti di Camera e di Senato, affinché sul Copasir sia finalmente rispettata la legge attribuendo la presidenza ad un esponente dell’opposizione».

«Ex presidenti di Corte Costituzionale, insigni giuristi e accademici del diritto hanno sollecitato il presidente Fico e Casellati a risolvere definitivamente quello che a tutti gli effetti è un vulnus della nostra democrazia. Un apparato così strategico e delicato quale quello dei Servizi Segreti non può essere ad esclusivo appannaggio della maggioranza di governo. Che adesso si trova a recitare la parte del controllore e del controllato», conclude Ciriani.

Tra i firmatari del documento, sul quale si stanno raccogliendo altre adesioni, figurano l’ex presidente della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre; i docenti di diritto costituzionale Alfonso Celotto, Tommaso Frosini, Fulco Lanchester e Alessandro Morelli; i politologi Piero Ignazi, Alessandro Campi e Gianfranco Pasquino. Nella lettera-appello sono chiari. «La legge, i regolamenti e la prassi parlamentare richiedono che alla presidenza del Copasir sieda un rappresentante dell’opposizione, mentre dopo due mesi dall’insediamento del nuovo Esecutivo l’organo di controllo e garanzia dei Servizi di informazione e sicurezza continua ad essere presieduto da un esponente della maggioranza parlamentare».

Ai vertici di Palazzo Madama e di Montecitorio, gli autori del documento hanno chiesto di assumere «tutte quelle iniziative necessarie, che, anche sulla scorta di analoghi precedenti, possano ripristinare le condizioni di legalità costituzionale nel superiore interesse del buon andamento dell’attività parlamentare». E a proposito di precedenti, ricordando la permanenza di Massimo D’Alema alla guida del Copasir dopo la nascita del governo Monti, hanno sottolineato che si tratta della “tipica eccezione che conferma la regola”.

«Nelle democrazie pluraliste contemporanee – scrivono gli autori del documento – la separazione dei poteri, uno dei cardini dello Stato di diritto, si declina, necessariamente, anche come garanzia delle opposizioni e del loro ruolo costituzionale. La tutela delle minoranze costituisce, del resto, essenziale presidio della dialettica parlamentare e, dunque, del principio democratico».

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