Nel Recovery Plan anche incentivi al “turismo 4.0” per 2,4 mld

Crediti d’imposta e contributi a fondo perduto per il potenziamento delle strutture ricettive, finanziamenti agevolati per progetti turistici che migliorino la sostenibilità climatica, partecipazione del ministero del Turismo ad un fondo real estate per acquistare, rinnovare e riqualificare strutture alberghiere italiane, soprattutto nel Mezzogiorno. Sono queste le principali linee di intervento di Cultura e Turismo 4.0 previste all’interno del Piano di ricrescita e resilienza (Pnrr), che destina a questo capitolo 2,4 miliardi di euro. A cui si aggiungono l’istituzione dell’ordinamento delle professioni delle guide turistiche, 600 borse di dottorato destinate all’efficientamento della gestione e dello sviluppo del patrimonio culturale del Paese e la creazione di un hub del turismo digitale, accessibile da una piattaforma web dedicata, che consenta il collegamento dell’intero ecosistema turistico per valorizzare, integrare e favorire l’offerta degli operatori turistici.

Credito d’imposta. Potrà essere riconosciuto a fronte di investimenti volti ad aumentare la qualità dell’ospitalità turistica con investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale (fonti rinnovabili a minor consumo energetico), alla riqualificazione e all’aumento degli standard qualitativi delle strutture ricettive, alla rimozione delle barriere architettoniche, al miglioramento dell’efficienza energetica e all’adozione di adeguate misure anti sismiche; prevista una percentuale di fondo perduto per incentivare investimenti post Covid-19.

Finanziamenti agevolati. Il fondo dei fondi Bei (Banca europea degli investimenti, ndr) opera per finanziamenti agevolati e investimenti diretti (quasi-equity) a fronte di progetti degli operatori volti ad aumentare il loro livello di sostenibilità climatica e di digitalizzazione (interventi in ambito di efficienza energetica, adozione di moderni sistemi informatici ecc.) nelle aree del turismo di montagna per infrastrutture e servizi ricettivi, del turismo top quality e del turismo sostenibile.

Partecipazione del Ministero. Il ministero del turismo potrà partecipare al capitale di un fondo di real estate con l’obiettivo di acquistare, rinnovare e riqualificare strutture alberghiere italiane, tutelando proprietà immobiliari strategiche e di prestigio e sostenendo la ripresa e la crescita delle catene alberghiere operanti sul territorio nazionale, soprattutto nelle regioni meridionali.

Guide turistiche. L’obiettivo del progetto all’interno del Pnrr è quello di dare, nel rispetto dell’autonomia locale, un ordinamento professionale alle guide turistiche e al loro ambito di appartenenza. Ciò permetterebbe di regolamentare i principi fondamentali della professione e di standardizzare i livelli di prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale, producendo un effetto positivo sul mercato.

Hub del turismo. La creazione di un hub del turismo digitale, accessibile tramite una piattaforma web dedicata, consentirà il collegamento dell’intero ecosistema turistico.

L’investimento si basa sulla messa a scala del portale italia.it, sullo sviluppo di un data lake e l’adozione di modelli di Intelligenza Artificiale per analizzare in forma anonima i dati sul comportamento online degli utenti e sullo sviluppo di un sistema informativo per la promozione e gestione delle attività turistiche, a beneficio degli operatori di piccole e medie dimensioni.

Rimozione barriere ed efficienza energetica. Un intervento infrastrutturale fondamentale per innalzare i livelli di attrattività del Paese riguarda la rimozione delle barriere senso-percettive architettoniche, culturali e cognitive delle istituzioni culturali italiane. Gli interventi saranno abbinati ad attività di formazione per il personale amministrativo e per gli operatori culturali, sviluppando competenze sui relativi aspetti legali, di accoglienza, mediazione culturale e promozione. Sono previsti inoltre interventi volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici legati al settore culturale/creativo, ovvero delle strutture obsolete, inefficienti da un punto di vista energetico, che generano elevati costi di manutenzione.

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