A giugno una tempesta di tasse si abbatterà sugli italiani

A giugno è in arrivo una tempesta di tasse che si abbatterà sugli italiani.

La mini proroga dell’attività di riscossione, da pochi giorni annunciata dal Mef, farà infatti slittare il termine ultimo del pagamento delle cartelle esattoriali sospese, al 30 giugno 2021, esattamente il giorno del tax day, quando i contribuenti dovranno versare il saldo delle imposte sul 2020 e gli acconti per il 2021.

Ma non solo. Il 30 giugno 2021 è infatti anche la scadenza per il versamento della terza rata del piano di dilazione concesso ai contribuenti che si sono avvalsi del diritto di posticipare il pagamento del secondo acconto delle imposte dirette dal 30 novembre 2020, il termine ordinario (anch’esso prorogato al 10 dicembre), al 30 aprile 2021.

Inoltre, sempre a giugno, il 16 del mese, è previsto il pagamento dell’acconto Imu, la patrimoniale sul mattone, quello dell’Iva e quello delle ritenute da lavoro (contributi previdenziali compresi) di competenza del mese di maggio.

I pagamenti però non sono finiti qui. Strizzano definitivamente le tasche dei contribuenti i piani di rientro concessi per le sospensioni covid-19 emanate nel 2020.

Si tratta delle sospensioni dei versamenti Iva, delle ritenute da lavoro e dei contributi previdenziali dei mesi marzo, aprile e maggio 2020 concesse con articoli 61 e 62 del decreto Cura Italia (dl 18/2020) con l’articolo 18 del decreto Liquidità (dl 23/2020) e di quelle stabilite con gli articoli 13-ter e 13-quater del decreto ristori (dl 137/2020) per i mesi di novembre e dicembre 2020.

Se per le dilazioni concesse con decreti Cura Italia e Liquidità, post modifiche stabilite con l’articolo 97 del dl Agosto (dl 104/2020), il legislatore aveva previsto un lungo piano rate composto da ben 28 scadenze, per le imposte sospese con il dl ristori invece il rientro è veloce, dal 16 marzo 2021 in quattro rate nei mesi successi.

Le rateizzazioni sono diverse ma il risultato non cambia, alcune rate, la decima del piano «Cura Italia/Liquidità» e l’ultima di quello «ristori», andranno infatti saldate sempre il 16 giugno.

La proroga dell’attività di riscossione. Il già strapieno calendario di pagamenti della mensilità di giugno rischia di diventare ingestibile a causa di una disposizione agevolativa.

Lo scorso 30 aprile infatti terminava il periodo di sospensione dell’attività di riscossione stabilito con l’articolo 68 del decreto Cura Italia e prorogato da una serie quasi infinita norme da ultima con l’articolo 4 del dl 41/2021 (il decreto Sostegni).

Lo stop riguardava i pagamenti di cartelle, avvisi di accertamento ed addebito, le notifiche degli atti nelle mani del riscossore e le procedure cautelati ed esecutive nel periodo 8 marzo 2020 – 30 aprile 2021.

Inoltre, nello stesso periodo, vi era anche l’inibizione delle verifiche di inadempienza ai sensi dell’art. 48-bis del dpr n. 602/1973 a cui sono obbligate le pubbliche amministrazioni prima di disporre pagamenti verso fornitori di importi superiori a 5 mila euro.

Su questo fronte è intervenuto il Mef proprio il 30 aprile, il giorno della scadenza, anticipando la proroga con un comunicato stampa dal peso normativo in cui viene appunto indicato che è in corso di definizione il provvedimento che differirà al 31 maggio 2021 il termine di sospensione delle attività di riscossione.

Dunque la riscossione partirà nuovamente il prossimo 1° giugno 2021, data in cui scatteranno notifiche e pignoramenti oltre a iniziare il countdown di 30 giorni concesso ai contribuenti per saldate i pagamenti delle cartelle (rate comprese) scadenti per periodo 8 marzo 2020–30 aprile 2021.

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