Ipocrisia Zan: contro censure e violenze, ma nel 2013 voleva zittire i cattolici alla Rai

Alessandro Zan, padre dell’omonima legge contro l’omofobia,  oggi si straccia le vesti sul “caso Fedez”, ma  il giornale Tempi rinfresca la memoria a tutti con un articolo intitolato «Quando Zan chiedeva alla Rai di censurare i cattolici».

I fatti risalgono a quando il dibattito sulla legge contro l’omofobia ruotava intorno al ddl Scalfarotto, uno dei vari poi riassorbiti dall’attuale ddl Zan. Era il 2013. La Rai ebbe l’ardire di invitare a parlarne, oltre a Fabrizio Marrazzo del Gay Centeranche Cerrelli, che aveva una posizione critica su quella legge. «Possibile che in Rai se si parla di gay bisogna ricorrere per forza ad ospiti ultra cattolici e omofobi? Su questo chiederò l’intervento della Commissione Parlamentare di Vigilanza. È impensabile che il servizio pubblico si faccia megafono di tesi, teorie e personaggi che esprimono opinioni discriminanti e che si scagliano contro la discussione in corso in Parlamento, senza alcun contraddittorio politico», tuonò con una nota Zan, allora deputato di Sel.

 

«Per caso – aggiunse sempre allora Zan – quando si parla di questioni legate al cattolicesimo la Rai invita rappresentanti della comunità gay per esprimere un’opinione?». Stefano Zurlo, riprendendo a sua volta sul Giornale di oggi l’articolo di Tempi, fa notare come proprio questa «domandina» sia «suggestiva», ma, «se si riflette, chiude a doppia mandata la complessità e la ricchezza dell’evento cristiano dentro il ghetto di una speciosissima questione di genere. Peggio di una discriminazione». Tempi, invece, ha sottolineato come quella postilla rappresenti «l’ennesima prova che l’intento di Zan e soci è questo: non importa chi siate o cosa pensiate, ma avete diritto di parola solo se siete d’accordo con noi».

Oltre a Zan, ha ricordato ancora Tempi, anche «il gruppo Lgbt del M5s» chiese all’allora presidente della Commissione vigilanza, il grillino Roberto Fico, «di “suggerire” ai vertici Rai di invitare ospiti più “accomodanti” con il ddl Scalfarotto». Successivamente, il vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani vide saltare la sua partecipazione a Domenica In, dove inizialmente era stato invitato. «Coincidenze? Rai lottizzata da partiti? Vai a saperlo», ha commentato Tempi, mentre tutto, a partire proprio dal “caso Fedez”, indica che se fosse accaduto a parti invertite sarebbe successo un putiferio.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong