Migranti, il commissario europeo Johansson ammette che non c’è solidarietà

Mario Draghi ha riportato il tema dell’immigrazione al centro del dibattito europeo. Non sono più ammissibili le solite chiacchiere e promesse, è il tempo di passare all’azione. Anche se le ultime dichiarazioni rilasciate da Ylva Johansson, commissario europeo per gli Affari interni, dimostrano che è ancora lunghissima la strada da percorrere verso un progetto reale che possa aiutare l’Italia a gestire i flussi migratori. “Le migrazioni sono un fenomeno naturale, esistono da sempre”, ha evidenziato Johansson.

 

 

La quale ha poi snocciolato un po’ di dati: “Nell’Ue sono molti i migranti che vengono per studiare, per la protezione internazionale, per sposarsi. Ogni anno abbiamo 1,5 milioni di presenze legali e ne abbiamo bisogno perché la nostra è una società che invecchia. Poi abbiamo gli arrivi irregolari. L’anno scorso erano 124mila gli irregolari, l’anno prima 140mila. Ed è questo fenomeno che dobbiamo gestire, per evitare l’illegalità”. Fino a qui tutto giusto, è la classica scoperta dell’acqua calda.

 

 

Poi però è arrivato il momento dell’ammissione che più interessa al nostro Paese: “Per quanto riguarda la solidarietà tra gli Stati membri, oggi è carente”. Secondo Johansson qualcosa andrebbe fatto: “Abbiamo messo a punto un meccanismo di solidarietà apposito per l’Italia che si basa su casi di ricerca e soccorso. Ogni anno dovremo stabilire quali saranno numeri da gestire dal punto della distribuzione nel corso dell’anno successivo. Così dopo un’operazione di ricerca e soccorso dovrebbe esserci una disponibilità a distribuire queste presenze in altri Stati membri”.

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