Il commissario all’emergenza Covid, il generale Figliuolo, è convinto che entro settembre almeno l’80% degli italiani sarà immune dal Covid.
La flessione a luglio, rispetto a giugno, prevede il 5% di dosi in meno di Pfizer e Moderna: “Non parlerei di ritardi”, spiega Figliuolo. “Tra luglio e settembre avremo 45,5 milioni di dosi, a luglio 14,5 milioni”. Non c’è nessun motivo, secondo il generale, per rinviare le prenotazioni: tra le nuove dosi, il residuo di giugno e AstraZeneca per gli over 60 “le Regioni hanno la potenzialità di somministrare complessivamente 500mila vaccinazioni al giorno”.
Il ritmo della vaccinazione è ancora buono: “Il 61% dei cittadini ha fatto almeno una dose e il 36% della popolazione anche la seconda”. E questo è un risultato “pienamente in linea con il piano elaborato a marzo”. Perciò Figliuolo è convinto che “entro il 30 settembre avremo raggiunto l’80% della popolazione”. Poi il generale si smarca dalle polemiche sulle indicazioni di Aifa e Comitato tecnico scientifico sui vaccini, cambiate nel corso delle settimane: “Sono variate nel tempo per garantire la massima efficacia e sicurezza delle vaccinazioni”.
Il generale ha ancora un obiettivo fisso: trovare gli over 60 che ancora non si sono vaccinati e che, da diverse settimane, non aumentano più: “Su 18,1 milioni di persone, 2,5 milioni non hanno ancora ricevuto alcuna somministrazione – spiega Figliuolo – È una priorità assoluta”. Ma non solo loro, anche chi in generale è “rimasto ancora dubbioso”. E sul futuro è il generale ad avere dei dubbi: “Vaccinarsi resterà il fattore chiave per andare verso una nuova normalità, in ogni caso siamo preparati per affrontare un eventuale richiamo”. Ora, però, la priorità è sconfiggere il virus, con attenzione massima alla variante Delta: “Il ciclo vaccinale completo è l’unico rimedio”.
