Ddl Zan, capriola di Letta: ora dice che è Salvini che non vuole mediazione

Letta torna ad attaccare Salvini sui social: “Nella stessa giornata Salvini ci chiede di dialogare sul Ddl Zan e contemporaneamente vota a difesa della legge ungherese anti Lgbtqi al Parlamento Europeo. #linearità”.

Il segretario del Pd Letta era già tornato sulla battaglia che terrà banco in Parlamento martedì prossimo: “Se ognuno è coerente con quello che viene detto e fatto, il Ddl Zan verrà approvato. L’altro giorno in Parlamento si è visto che sulla calendarizzazione i voti ci sono stati”, ha detto a margine della presentazione del suo libro ‘Anima e cacciavite’ (Edizioni Solferino), al Binario 7 di Monza a chi gli chiedeva se fosse ottimista a proposito dell’approvazione del Ddl Zan in Senato. Il punto è che lo stesso Matteo Renzi, con i suoi 17 senatori di Italia viva, spinge per trovare un accordo con la Lega. Secondo il senatore di Rignano non ci sarebbero i numeri per approvare la legge così come è, perché con il voto segreto in molti potrebbero tirarsi indietro. Secondo il leader di Iv insomma è meglio cercare punti di incontro, per non spaccare la maggioranza. Matteo Salvini chiede invece l’eliminazione dal testo della legge del concetto di identità di genere.

“Sono assolutamente coerente, convinto e realista sulle cose – ha aggiunto Letta -. Noi siamo gente che si fida della coerenza di tutti e credo che l’interesse ad approvare il provvedimento sia di tutto il Paese. Noi chiediamo a ognuno di essere seri e responsabili e di dare al nostro Paese una norma di civiltà e a non seguire la deriva ungherese di Salvini e della Meloni che porterebbe il nostro Paese fuori dall’alveo dei paesi europei”.

“La Lega e Salvini non hanno mai voluto nessuna intesa nei confronti del Ddl Zan perché loro sono strutturalmente contro questa legge – ha concluso il segretario Dem -. Basta prendere tutte le dichiarazioni che hanno fatto da mesi a questa parte. Hanno fatto sette mesi di ostruzionismo e hanno votato contro alla Camera. Tutto quello che dicono è contro, ma non contro un singolo emendamento, ma contro l’esistenza stessa della norma. È difficile se non impossibile immaginare una mediazione con loro. Per questo una volta verificato che da parte loro c’è semplicemente la volontà di abbattere la norma, siamo coerenti con i nostri principi e siamo per la trasparenza massima”.

 

 

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